L’INCESTO DELLA PAROLA,lingua e scrittura in Silvana Grasso,scritto dalla prof Marina Castiglione(Univ Palermo, Lettere)-Salvatore Sciascia Editore(sciasciaeditore@virgilio.it tel0934551509 Caltanissetta).Per chi Stesse facendo la tesi sulla mia narrativa o per i tanti strepitosi lettori che per amorosi sensi”letterari e linguistici
2 aprile 2009sono co-scrittori dei miei romanzi,dlle mie storie!
E’già nelle librerie siciliane ove non anocra fosse arrivato si può richiedere all’ Editore!La Castiglione squarta, capoverso per capoverso,la mia scrittura e la ricompone come un giocoliere un attimo dopo.Muoio e rinasco di continuo nella sua autopsia critica.Assai più che un lavoro:un capolavoro!
Dopo quasi 70 tesi di laure e migliaia di articoli critici, è della Castiglione la prima monografia completa sulla grasso, con bibliografia folle!
In Scozia 10 anni fa sempre una DONNA scrisse la prima monografia.
IN seguito pubblicherò altri articoli de La Gorgone , ma solo se lo richiedete ……………solo se amate l’ironia più che il sarcasmo ……………
8 febbraio 2009Blogini tutti , ogni lunedì su La Sicilia ho una rubrica , La Gorgone, che ha scandito questo lungo anno lontano da catania , dai MIEI catanesi .Leggete alcuni articoli già pubblicati, per capire ome sto cosa faccio .Non c’è titolo perché al titolo provvede il giornale ! poi mi direte …….anzi suggeritemi voi quello che potrei scrivere per risarcirvi di torti subiti
8 febbraio 2009Non ne faccio una questione di femminismo , anzi per paradosso mi denuncio “ maschilista” , laddove per femminismo vogliano contrabbandarsi surrogati di rivendicazione sociale , più lievito propagandistico che impegno politico , più rigurgito egotico che insegna sociale .Non esito , vista la delicatezza del tema , a prendere me stessa come spia della singletudine autentica , quella che non rivendica caste né appartenenze politiche, quella che non proclama la morte del maschio e l’avvento ( orrore !tedio !) d’un’Era al femminile .Faccio autoanalisi a voce alta , sicura di dare voce a chi per malinteso senso del pudore o solo per autentica ritrosia non ne ha il coraggio . Vivo una vedovanza lunga già dieci anni e la mia autarchia faticosamente raggiunta ( non è facile crescere da sole un figlio orfano , non è facile essere sempre coriacei a ogni insidia della vita o sembrarlo ) ha spesso fatto di me , agli occhi di calunniatori , travestiti da papalini benpensanti , una Medea una Circe .Al di là dell’ ignoranza del Mito di quanti utilizzano creature mitologiche(tra le più gettonate Medea Circe Medusa ) come proiettili , solo perché intolleranti di una autonomia che stupisce e arma più della stregoneria ! la questione seria è , dunque, l’intolleranza che certa società manifesta , tutt’oggi , nonostante la proclamazione di vampirismi femministi , nei confronti di chi , pur sotto il carico di tragici eventi , non indossa panni da vittima sacrificale , ma avanza con rigore e decoro nel difficile selciato della propria solitudine, oserei dire nelle falangi armate dell’ altrui malevolenza e ottusità .Prendendo sempre me come esempio di quasi forzosa autonomia, più dettata dagli eventi che da temperamento , me , sopravvissuta a miserabili attentati di calunniatori e anonimisti , oggi socialmente moribondi o già cadaveri nell’opinione pubblica , stanca di vecchie e nuove illazioni suggerite solo dal demone dell’invidia ( i greci li chiamavano telchini questi demoni ) , provo a leggere aspetti che risultino socialmente irritanti dell’ indipendenza di una donna , del suo benessere anche in solitudine , come guardassi il “ negativo “di una fotografia .
Gli uomini , sempre più letargo-mani sempre meno guerrieri , invocano la leggerezza come virtù suprema di una donna , io per dna sono una “non leggera “ (anzi pesantissima elefantiaca !) , non pentita per giunta . Altra virtù in pole position è l’oziosità che in realtà è ancilla della leggerezza ! Non sono oziosa , sono bulimica di lavoro ( ora anche di Assessorato !), bulimia non pentita , per l’unico mio otium , il letterario , per ora non ho tempo , del resto fare riposare il calamaio fa bene alla scrittura , spero. Non ho spocchia d’ alcun tipo , ironizzo nei confronti della supponenza , mangio grissini per strada , mi piace stare sola , siedo sugli scaloni delle chiese , ebbene questo fa di me ( e di molte altre) una medea , una circe ! Purtroppo di fronte a una diversità rispetto al normotipo femminile ( quella che non mangia grissini per strada ) si invoca la stregoneria , ma solo per ottusità e limite . La vedovanza ,poi, espone una donna che dignitosamente la vive , senza flagellanti vittimismi , a quella demonizzazione dalla quale sono risparmiate le donne “ accoppiate “ , protette dai veleni solo in quanto nel giogo della coppia maritale . Poiché sempre più il vaniloquio sociale si pasce di apparenze , l’indipendenza femminile ( non femminista) diventa tirassegno di certa idiozia e deficienza sociale , laddove deficienza significa etimologicamente mancanza , destrutturazione dell’io sociale . Quasi sempre il minimo comune denominatore dell’autonomia , per uomini e donne , al di là dell’anagrafe ,è quel sentimento perenne di malinconia che Seneca , grande filosofo d’età neroniana ( sul mio comodino tengo sempre il volumetto delle sue Lettere a Lucilio ) chiamava aegritudo .L’ aegritudo ,inquilina di molte anime autonomistiche, può ricordare la depressione ma non è affatto un fenomeno patologico né depressivo.Per lo più è propria di chi non ha leggerezza , di chi ha un fondale di inquietudine di irrequietezza spirituale che è valore aggiunto, di chi , insomma , non è emotivamente una cuccuzza . Nel dna della “ leggerezza “ che per fortuna molti non abbiamo , non c’è il gene dell’ aegritudo , che resta privilegio dei “non leggeri”.L’ intensità dell ‘aegritudo è direttamente proporzionale al prestigio sociale raggiunto in Politica , nell’ Arte , nella Professione, nel pensiero . Prestigio non popolarità , che si concima ,dall’oggi al domani, di demagogia e demagoghi ! che de -tronizza con la stessa rapidità con cui ha in-tronizzato. Il prestigio è di pochi si concima con la virtù d’una vita intera , non ha leggerezza , e per questo non teme disarcionamenti
Ne uccideva meno la tubercolosi (da mycobacterium tuberculosis) prima della streptomicina e il tifo enterico ( da Salmonella) prima della cloromicetina e del cloramfenicolo di quanti (uomini) oggi ne uccida o rischia d’ucciderne la mucillagine politica .
Varrebbe la pena di visitare i Musei Vaticani , a Roma, anche solo per la statua di Laocoonte e i figli , gruppo marmoreo custodito nel museo Pio Clementino, attribuito a tre scultori della Scuola di Rodi , Agesandro Atenodoro e Polidoro .
La Statua , ritrovata (1506) nelle vicinanze della Domus Aurea di Nerone , acquistata da papa Giulio II per il Giardino del Belvedere , fu per l’ Arte rinascimentale italiana estasi e dannazione , stupore e rimozione , odi et amo , proprio come avviene per ogni forma d’ Arte ( Musica Poesia Danza ) quando il modello appare ed è insuperabile .
Estasi ammirazione stupore vengono contaminati – nell’ Artista che pur ammira e stupisce del Genio – dall’ avvertimento , tutto umano , della sua debolezza e inferiorità a fronte del Bello Supremo, anzi dalla “sopraffazione” del Bello Supremo .L’”umanità” , il sentimento del limite umano , del “caduco” umano , prostra l’ Artista , lo dimidia , lo rende vulnerabile oltre la corazza del Talento medesimo.
Neanche Michelangelo dovette restare immune a questa complessa bivalenza a fronte di Laocoonte e i due figli , Antifante e Timbreo , strangolati da serpenti marini .
Il nostro non è azzardo infondato , è tesi , come dimostra la suggestione –ossessione che portò Michelangelo a “laocoonizzare “ , in una sorta di duello col modello rodiese del Laocoonte , per esempio Lo Schiavo Morente e Lo Schiavo Ribelle , due statue che nel progetto iniziale del mausoleo di Papa Giulio II ( Chiesa di San Pietro In Vincoli ) dovevano far parte del basamento. Oggi le due Statue , emigrate come non poco del patrimonio artistico italiano e come la più parte del patrimonio archeologico greco di casa nostra! – lo diciamo con somma amarezza – sono al Louvre .
Al di là della Potenza della Statua di Laocoonte e i suoi figli, dna acquisito dal nostro Michelangelo , oggi , in tempi di sciagurata diaspora socio-culturale, in tempi d’alluvione morale , di tsunami etico e politico, Laocoonte può essere autorevole metafora di quanto delitto possa compiersi per inettitudine politica , ma più per quella proliferazione di “politici” accattonati o prestati con rateo a scadenza come i mutui o le cambiali .Proliferazione che noi chiamiamo <>, con riguardo e alla velocità nella riproduzione e alla facilità con cui , proprio come per la micosi cutanea( una cremuccia e via) , un colpetto di Leader-spugna può in un attimo cancellarne intere colonie!
Laocoonte – per chi , avvolto nelle spire della dimenticanza da eur-ite cronica , non ricordasse – fu sacerdote d’ Apollo a Troia e fratello d’ Anchise . Tentò di proteggere i troiani dall’inganno del cavallo , ma due serpenti mostruosi , usciti improvvisamente dal Mare, lo avvolsero nelle spire assieme ai figli , uccidendolo, come nel gruppo marmoreo di cui abbiamo detto. Era questa la vendetta di Apollo sul sacerdote che sessualmente nel tempio si era congiunto alla moglie , ai piedi della statua del dio. Ma i Troiani , che non sapevano , interpretarono l’orrenda morte di Laocoonte e i figli come punizione degli dei, per avere il sacerdote colpito con un giavellotto il fianco del cavallo.
Questa la fabula de Mito . Laocoonte è dunque creatura nobile , onora gli dei , dice il vero ma non viene creduto proprio da quei troiani che , nella stessa notte , vedranno profanata la roccaforte di Troia , incendiata la città.Impotente Laocoonte a fronte di una tragedia , la sua , per la quale unico rimedio è non sopravvivere ai figli, morire insieme in un abbraccio di morte violenta , strangolati dalle spire di serpenti marini.
Non poche spire di “serpenti” avviluppano l’Uomo , inerme e impotente a fronte di disastri , l’ Economia l’Ecologia il Nucleare il Medioriente et et.., che non può fronteggiare , verso cui non ha armatura politica che consenta una qualsiasi iniziativa di difesa .L’ IRRESPONSABILITA’ è , nel nostro Sistema, norma , non eccezione .In Finanza in Economia In Amministrazione ( historia docet) si afferma con forza di dettato di Legge che <> , che la RESPONSABILITA’ è individuale e/o solidale solo per i poveri cristi con mutuo a tasso variabile e invariabile fame , che l’ INTELLIGHENTIA ha paradossalmente proprio nel <> il suo salvacondotto , che chi esercita il Potere ( da non confondere l’esercizio del Potere con il possesso del Potere e con la Proprietà del Potere ) è non solo sempre e comunque impunito ma , sempre e comunque , impunibile per le “leggi politiche “ e sempre più spesso , anche per le Leggi giuridiche .
La Famiglia, non il singolo membro individuabile nel padre o nella madre , viene “solidalmente” strangolata per una “condanna” ( non tribunalizia , ma parimenti “solidale”) che fa , di genitori e figli, le vittime . Non possiamo affermare che domani troveremo in banca gli spiccioli che vi lasciammo, pensandoli garantiti , per la vecchiaia ! possiamo con certezza affermare che ne uccideva meno la tubercolosi prima della streptomicina , o il tifo enterico prima della cloromicetina e del cloramfenicolo, di quanti (uomini) ne uccida oggi l’ Irresponsabilità Politica.
In un volumetto delizioso del Settecento ,La saggezza del vivere, di Julius von Rohr , che dispensava consigli di viaggio , a chi avesse in animo di partire, leggiamo : <>. Sicuramente non se lo sono chiesti quel Calderoli Roberto e quella Brambilla Michela – Ministro l’uno , Sottosegretario l’ altra – che tra fine estate e inizi d’ autunno hanno , Oltrestretto , “ visitato” in panni istituzionali la Sicilia , siglato ( in quale lingua ? padana ? sicula? Siculo-padana ?) protocolli e scambiato regali( Uno statuto siciliano contro una cravatta , verde per giunta! )col suo Presidente Raffaele Lombardo .Poichè poco ne sappiamo del Calderoli e della Brambilla , più preparati saremmo sull’ Orestea di Eschilo , le Tusculanae disputationes di Cicerone, il De costantia Sapientis di Seneca e il tetrametro trocaico catalettico , abbiamo sbirciato in Internet , scoprendo che all’ uno si lega la voce porcellum – Calderoli-porcellum in variante con porcellum-Calderoli – all’ altra la voce reggicalze in alternativa con la voce sadomaso –! Poi , solo alla fine, assolutamente marginali rispetto all’ invasione e all’onnipresenza delle voci <>, ingiustamente minimizzati , sommariamente giustiziati, si indicano ( sempre in Internet) i folgoranti “Cursus honorum politici” dell’uno , leghista , e dell’ altra, berlusconiana . Finalmente ne sappiamo qualcosa! I due sono , quindi , titolati – ope Status ! ope rei publicae! – a visitare la Regione Sicilia nella qualità di “viaggiatori eccellenti”! . Col Calderoli s’è parlato di quel federalismo fiscale che come l’ araba fenice ……….insomma saga del vaniloquio istituzionale tra una norma e i tanto ingiustamente vituperati cannoli alla ricotta . Con l’ altra , la Michela , si è passati ai fatti: un protocollo d’intesa ( su che??? !) e l’imprimatur alla riapertura del casinò di Taormina con questa biblica ! hegeliana motivazione che riportiamo testualmente <>.!!! Si compete con l’ Economia mondiale a colpi di fiches , a giri di roulette? Incredibile dictu ! avrà pensato quel Raffaele Lombardo che del Pensiero di Giovanni Bosco ha fatto il timone e il faro di una Vita , personale e politica . Quel Raffaele Lombardo , di cui adoro la parsimonia delle parole , il tedio di cui gratina le altrui ciance , la riluttanza ai verbomani , l’ ossequio alla “religio” della Parola , la Parola che ha Storia Pondus Eco .Uomo di Parola , nel bifrontismo significante del termine , sicuramente per noi il Presidente è .
La Sicilia ha tra Sette e Ottocento conosciuto viaggiatori eccellenti per loro virtù , per un’ eccellenza non dettata dal ruolo del momento , eccellenza deperibile e oltremodo precaria, ma per un’eccellenza indeperibile universale ,perché saldamente ancorata all’ Arte al Talento all’ Ingegno ! Viaggiatori che , per impervie strade e faticosissimi viaggi , non hanno resistito all’ imperativo di Templi Teatri Vestigia greche e romane , laddove la Brambilla Michela , Sottosegretario al Turismo!, non ha gettato uno sguardo , non uno , ( forse accecata dalla cotogna del rimmel !?) sulla “geografia” artistica della nostra Isola ! Certo non speravamo in quella sindrome di Stendhal (io ho la fortuna di patirne!) – smarrimento tachicardia vertigine – che è stimmata dell’Infinito dell’ Arte , del Bello Assoluto di una Tela di un Affresco di una Scultura su quanti hanno l’Anima , non genericamente un’ anima .
Vero è che un Presidente di Regione deve esercitare la diplomazia delle convenzioni ,la retorica dell’ ospitalità , ma è altrettanto vero che non debba rinunciare MAI all’ esercizio dell’ Intelligenza , del diritto di replica, chiunque sia il “viaggiatore di Stato”!
Di fronte all’ enunciato brambilliano che “tutto sommato in Sicilia il turismo se po fa’ >> avrà replicato Lombardo con chiosa di fina ironia o avrà replicato con uno sbadiglio( uno dei suoi istituzionali )che , di tutte le repliche e i proclami , è lo stigma più convincente e potente ?
Tornando alla serietà dell’ argomento , di quei viaggiatori che, per Conoscenza e Bellezza , visitarono la Sicilia ,tra Sette e Ottocento, ricordiamo il frate domenicano J. B . Lobat, Gorge Berkeley, Dominique Vivant Denon , Patrick Brydone e quel Goethe , anima del Romanticismo Europeo , “filottete” dello Sturm und Drang , eclettico “visitatore culturale” – scherma equitazione disegno musica –conoscitore di greco latino italiano francese inglese , che viaggiò in Sicilia da 2 aprile al giorno 11 di maggio del 1787.Sulla nave che lo portava a Palermo , Il Tartaro , aveva con sé il manoscritto dell’ Ifigenia in Tauride che , proprio in Sicilia! ( potenza della Bellezza isolana ) trovò il suo thumòs metrico nella pentapodia giambica.
Palermo Segesta Girgenti Catania Taormina Messina , da sud a nord , da est a ovest , la Trinacria saziò la bulimia artistica di Goethe , la sua smisurata fame di Bello che lo faceva viaggiare , sotto le erinni di sole e pioggia , a dorso di mulo, per non perdersi nessuna delle meraviglie dell’ Isola .La Trinacria fu lievito per i suoi Drammi , la sua Poesia , la sua Arte , patrimonio del Mondo .Questi sono i “ viaggiatori di Stato “ che vogliamo per la Sicilia , indimenticate indimenticabili creature che si sentivano graziate onorate di potere ammirare cotanta Civiltà e Bellezza .Di simili “viaggiatori” tutto sappiamo senza bisogno di sbirciare in Internet!perché ci hanno nutrito del loro Talento, del loro Genio. Solo una cosa non sappiamo , a tutt’ora amletico irrisolto dubbio per noi : se di fronte al Faust di cotanto Goethe Raffaele Lombardo non scopra , dopo cotanta Regionite acuta, di essere , anche lui , stregato dalla sindrome di Sthendal!
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Tutti , o quasi , i libretti d’opera sono insopportabili se giudicati con palato letterario . Soggiogata alla e dalla rima , la scrittura è banale disossata clina al giogo della Musica. Non fa eccezione il libretto dell’ Opera buffa <> ( Gioachino Rossini) -scritto da Cesare Stermini, tratto dalla commedia omonima di Beaumarchais – del quale , come incipit per la “Gorgone “ di oggi , abbiamo proposto <> . L’ aria – siamo nel primo Atto , tra la cavatina “ Una voce poco fa e il duetto “ Dunque io son ….- è di Basilio (basso) , maestro di musica della bella Rosina ( contralto), che suggerisce a Don Bartolo la calunnia come fidata fatale arma contro il rivale in amore , conte d’ Almaviva (tenore).
Nell’ arco di due secoli la calunnia , da arma d’offesa come nell’ aria rossiniana , ad arma di difesa . A rete con cui si proteggono quanti , politici imprenditori finanzieri , si lanciano quotidianamente dal trapezio dell’ illecito dell’illegale in barba a qualunque codice morale , in totale disprezzo del codice penale .Una sbirciata all’ultimo anno ( non oltre ) di quotidiani settimanali telegiornali ( emittenti pubbliche e private in par condicio), siano personaggi di paese o di nazione, pesi piuma o pesi massimi per la communis opinio , siano i soliti noti , i soliti “ignoti” o i nuovi “notandi”, abbiano un italiano integralista ,fino di sintassi e ortofonia, o un italiano intruppicante imbabbolente , talebano per genuina ignoranza lessico-linguistica, per tutti , il comune denominatore di difesa, è stato la Calunnia , Madonna Calunnia di messer Delinquente .
Rinviati a giudizio per concorso in associazione mafiosa , favoreggiamento ,aggiotaggio , peculato , falso in atto pubblico , voto di scambio , questi individui invocano la Calunnia, dea dei flagellati politici , nume tutelare dei giustiziandi .Nel caso di condanna in terzo grado( ipotesi putroppo remota !per ipertrofia dei tempi processuali condoni miracoli e altro ) invocano la Malagiustizia, la Malatoga .
L’ assurdo-paradosso, sotto gli occhi di tutti , è che il vecchietto con pensione sociale ,che sottrae la scatoletta di tonno o il mezzolitro di latte , non invoca nulla se non la fame , piccolo reo confesso del minimo furto, tra fiume di lacrime e vergogna tale da rischiare la vita , mentre il grande reo, non confesso , di grandi delitti che difficilmente si scoprono in flagranza , ma che lasciano , in atti e documenti , impronte inconfutabili , invoca la calunnia , la persecuzione , il mobing politico-giudiziario! E chi invoca lo fa con spocchia e sicumera, con tale rigurgito di barocchismo verbale pseudo-giuridico da lasciare nei più ingenui qualche dubbio .
Qualcuno poi , quadrumane proprio come la scimmia , qualcuno che non confida nemmeno della sua ortografia , fa scrivere e pubblicare su quotidiani lettere scritte dal proprio avvocato di difesa !; lettere che più suonano come quell’ excusatio non petita accusatio manifesta !
Nulla di nuovo , nulla che urbi et orbi non si sapesse già , in ogni lingua , dall’ aramaico al cinese , al tailandese al berbero , dice Piero Grasso Procuratore nazionale antimafia quando riconosce e sottolinea il condominio tra MAFIA e POLITICA , la siamesità di mafia e politica , fatta di arterie e vene , alimentate da plasma economico di droga riciclaggio e appalti . La novità sta nella incessante insistita dimostrata reiterazione del concetto che Mafia e Politica sono “comproprietari condòmini socii “per bocca di chi ne ha Istituzionalmente , in virtù del ruolo , la massima titolarità e credibilità .
Il borotalco , la spolveratina di legalità è oggi surrettizia alle istituzioni e ai ruoli istituzionali , al di là della legittimità o illegittimità , legalità o illegalità di gestione .La salivazione della Legalità è passaggio obbligato nel linfosistema politico , non più esclusivo di antiracket antiusura antimafia .Gli Atti del Procuratore Grasso e del Presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello sono innegabilmente inconfutabilmente emblematici di una Crociata storica non virtuale di Legalità, di fronte alla quale anche il cittadino comune , il più semplice , non resta sordo. Grasso e Lo Bello hanno il non comune merito, per una terra come la Sicilia , di rimuovere la sordità dei cittadini , di risvegliarli dalla letargia o dal coma “da incidente politico” , di disincrostare arterie civiche compromesse dalle fatali scorie dell’impotenza e dell’ asservimento che portano a morte un Popolo , la sua Civiltà , la sua Cultura .Eppure non poche volte abbiamo visto Piero Grasso e Ivan Lo Bello dispiegare epinici veri di Legalità accanto a oratori che della Legalità fatto la trombetta per la loro inqualificabile vita politica !
Il verbo latino che più s’ addice ad entrambi – sono e furono ottimi latinofili !- è “perdiscere” non “ inspicere “ .
<> allude a quella conoscenza profonda , morale prima che giuridica , etica prima che politica , civica prima che ideologica, che esclude il più piccolo cantuccio buio, la più piccola ombra di dubbio. E’ dei ranocchi , pronti a scoppiare( fedriana fabula docet), l’<>, quell’infarinata cioè di Cultura e Legalità che serve solo a intonacare!
In Televisione , soprattutto nelle tv del servizio pubblico , Rai , vige lo stesso debosciato principio che in Politica , cioè l’ inversamente proporzionale tra Talento Intelligenza Sapere e tempi(TV ) o ruoli( Politica) . Personalità di indubbio valore , Serena Dandini , con curriculum non virtuali né supposti o volatili come per i più videolocati , vengono confinati in spazi minimi risicati , a dimostrazione del fatto su Intelligenza Ironia Cultura Eleganza s’abbatte la ghigliottina della mediocrità , del vaniloquio , del vilipendio, del turpiloquio (docet reality), piatto “forte” per l’ alimentazione culturale ! degli italiani, il cui livello medio in tema è tra i più bassi d’ Europa. Sosteneva la Dandini che se tutti possono partecipare a un reality – solo che abbiano bassissimo il senso del pudore e ancor più basso quello del ridicolo , aggiungiamo noi – non tutti possono essere Deputati Senatori Ministri .Per questi ci vuole un curriculum, cioè <> .
Si rassegni la Dandini , oggi il curriculum è tappa obbligata solo per chi si candida a……. fare il tubista in una piattaforma petrolifera , o il camionista per la distribuzione agroalimentare , o il gruista in trasferta al nord . Non tema, quindi , chi non ha curriculum, può sempre andare a……………far politica ! Non si richiede curriculum per fare il Deputato il Senatore il Ministro . La pluricurriculata Dandini rivendicando dal suo spazietto televisivo ( Parla con me) la maestà l’ autorevolezza l’inderogabilità di un curriculum di prim’ordine (che i Ministri Gelmini Carfagna e la boopide Meloni certo non hanno) ha pateticamente riesumato il cadavere curriculum , pestifero e mortale solo per chi ce l’ha . Nell’itala Patria di Dante , del Dolce Stil Novo , di Verga e Pirandello , il curriculum è un talebano , un pericoloso terrorista nell’ <> sovraffollato dei senzacurriculo .
Emarginati ostracizzati banditi esiliati i multicurriculati sono la pecora nera di certa Politica che premia il Nulla e incorona regina l’ Ignoranza .I circensi del nulla non hanno bisogno di greco latino arte fisica storia letteratura , materie vecchie obsolete patetiche di quanti stupidi hanno speso tra le sudate carte il tempo primo di sé e la miglior parte ! di quanti riconoscono dalle prime sillabe gli Autori ,l’odore il sapore della Letteratura , o un pittore da un centimetro della sua tela , perché Vestali di un sapere virtuoso immanente che è vitamina e globulo rosso d’una vita . Materie indispensabili preziose( noi su queste materie siamo assolutamente impreparati )dei noncurriculati sono :Trapezismo politico , come cioè saltare da un partito all’ altro senza rompersi il collo, Windsurfismo pre e postelettorale , Asta intraelettorale .Ottimo , almeno ad anni alterni, un corso accelerato di perfezionamento sul Vaniloquio.
Tornando alla serietà dei non curriculati , che soli ascendono il Campidoglio , è moda dei nostri giorni , brutta modi dei nostri giorni , legittimare l’ignoranza dei “chiamati” dalla Politica ,a vario titolo, con la franchigia della <> , in virtù della quale un sindaco , un assessore tizio o caio , un ministro si circonda di sudditi e salda così debiti elettorali e altro .E quando il debito è grosso i “benefici fiduciari” si estendono dal singolo a tutta la famiglia , affini compresi .
Un rapporto fiduciario non può e non deve prescindere dalla certezza che il “beneficiario della fiducia” abbia tutti i requisiti per agire pro bono civitatis . Facciamo un glorioso esempio. Quando il grande tragediografo Eschilo di Eleusi( 525°.C. )fu invitato a Gela dal tiranno della Città ( 458 a.C circa) per rappresentare in teatro le sue tragedie aveva nel suo <>ben 90 drammi, oltre l’elegia <> ,scritta proprio per la battaglia omonima , e la permanenza alla corte del tiranno Gerone di Siracusa , poco dopo la fondazione della città Etna (476 a.C), in onore della quale aveva scritto il dramma Etnèe. Fu il curriculum di Eschilo motore dell’invito dei Tiranni di Siracusa e Gela , e il rapporto <> nacque proprio in virtù dell’ eccellenza del Poeta ampiamente dimostrata ratificata suffragata .
In nessuno poteva esserci il minimo dubbio sulla legittimità della <> di Eschilo , a Siracusa e poi a Gela , perché la fama meritatissima dei suoi drammi , il melos inconfondibile della sua Poesia ( Sette A Tebe , Persiani , Agamennone , Coefore , Eumenidi , Prometeo portatore di fuoco ,Prometeo incatenato, Prometeo liberato , Supplici Egizi Danaidi et ….et) lo precedevano ovunque andasse , a dimostrazione del fatto che passano i Tiranni , obliati da nuovi Tirannelli , mentre i grandi Poeti con grande curriculum imperituri restano eis aiei!
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Vito , morto a 17 anni a Rivoli , nel suo Liceo Scientifico, il Charles Darwin , sicuramente avrà letto in classe, col suo professore di latino, questo distico da un epigramma di Catullo .Ne avrà forse scandito metricamente i versi , endecasillabi faleci , alla ricerca delle sillabe brevi e lunghe, alla ricerca degli ictus, di quegli accenti cioè che trasformano un condominio di parole in melos , ritmos , Poesia . Avrà forse sul testo segnato piccole chiose , appunti ( giusto per compiacere il suo prof) sulla perifrastica passiva o sul neoterismo del Poeta , sul sanctum foedus dell’ Amore , su quella sacralità che Lesbia , la donna amata , infrange di continuo con tradimento , quasi una fisiologia di natura , un naturale svenarsi dell’onda contro la scogliera .Avrà ( magari senza dirlo al suo prof , per prudenza )coronato il suo cantore preferito .Non è Catullo , è Vasco, Vasco Rossi , fedele non ad una donna ma solo a una vita spericolata , mitica e spericolata , mitica perché spericolata .Una vita che non si racconta in epigrammi o elegie, ma si vive .Una vita in cui non c’è tempo per ricordi , non c’è tempo per rimpianti .Una vita d’ emozioni vissute come abbrivi , di progetti indomiti come quelle cavalle di Tracia di cui solo Eracle fu cavaliere per averne domato il dorso e il morso .
Vito è morto a 17 anni con la sua vita non spericolata , con la sua vita di liceale della provincia di Torino , col suo amore per la maglietta bianconera della Juventus , inseguita su Sky tra un teorema di matematica , una reazione chimica , l’elettrolisi fisica , e un epigramma di Catullo, forse. .Morto per un tubo di ghisa , pericolante tra soffitto e soffittatura , morto in quell’ intervallo che fa da spartiacque tra le noie scolastiche della prima mattinata e quelle della seconda che , in virtù dell’intervallo un panino un sms una sigaretta , sembrano persino più sopportabili, quasi umane .
Non è morto Vito per una tempesta di vento , non è morto per un “ictus” di quella Natura “ madre nel parto ma nel voler matrigna” che possa , in qualche modo , dare legittimazione all ‘illegittimo della sua morte , dare epos al miserabile realismo della sua morte .Non è morto per Tyche , per Fatum , per quell’ arcano misterioso insondabile Kratos che governa gli Uomini oltre ogni loro volontà , oltre ogni hybrica affermazione di onnipotenza .E’ morto di quotidiana malapolitica , di quella malapolitica che per liquidare un amministratore delegato , reo di disastri aziendali , fallimenti bancari , licenziamenti , spende milioni di euro , spende assai più di quanto si richieda nella regione Piemonte per verificare la sicurezza delle Scuole.
E’ morto Vito in quella Scuola che , dopo la casa , avrebbe dovuto essere il luogo più fidato , più sicuro , più garante per la sua vita fisica ,per la sua vita psicologica .Eppure il suo Liceo non ha garantito l’una né l’ altra .Di entrambe ignaro assassino .Tomba di un corpo giovane ,di un’ anima giovane .Mattanza di progetti desideri e di un futuro che Vito non conoscerà. , non scandirà come versi di Metrica latina . Morto nella sua Scuola con un piccolo passato un minimo presente e nessun futuro , sotto una pira di calcinacci e intonaco .Morto perché non era un metro in là o un metro in qua , dove altri ragazzi si sono salvati , in un’ aula scolastica dove accampa ,in ogni centimetro quadrato, il disinteresse dello Stato , l’indifferenza dello Stato e ,per converso, la libido rei publicae capiundae. .Oggi è tempo di doglia e condoglianze , di ricordi foto video canzoni , singhiozzate , più che cantate , col fiato grosso dell’ adolescenza tradita violata a Rivoli come a Palermo , a Milano come a Sarno , a Vicenza come a Scampia .Domani sarà tempo di <> istituzionale , domani sarà tempo di autodifesa .Organi di Controllo , Enti Locali , Dirigenza Scolastica , accomunati da un unico obiettivo , la difesa .
Sulla bara di Vito vorremmo vedere la ghirlanda del <> di Stato, un atto accusatorio e liberatorio , a un tempo , un atto di dignità che suoni come atto di dolore e richiesta di perdono a Vito , a suo padre, a sua madre , a quel presente che ha appena sfiorato col suo corpo minuto acerbo , a quel futuro che non guarderà in faccia coi suoi occhi colore delle foglie neonate , quando non ancora il sole le ha ferite del suo raggio .Quando non conoscono che il freddo della notte e la timida chiarìa dell’ alba . Un banco vuoto in classe , mazzi di fiori che appassiranno prima del suo funerale là dove con l’ evidenziatore o una penna a spirito lui o un altro ragazzo , magari della quarta G dell’ anno prima , ha scritto ,quasi bucando la formica del banco, non una terzina di Dante né un’ottava dell’ Ariosto ma <>
Quando il sacerdote d’ Apollo , Crise – il fero Agamennone teneva come sua concubina ,sulla spiaggia di Troia, la bella figlia Criseide – fu dall’ Atride cacciato via con disprezzo e senza quella figlia che insistentemente il vecchio padre richiedeva , il dio con frecce pestifere punì la tracotanza dell’eroe greco , sì che uomini e cavalli ne morissero di quella peste . Crise fu vendicato dal suo dio Apollo e Agamennone , pur riottoso ringhioso , dovette ridare al padre la figlia Criseide <> .
Ma chi vendica noi sventurati mortali , non sacerdoti , non chierici , solo uomini , rei di intelligenza , rei di curiositas , rei di decoro , noi che apostoli non fummo e non siamo di ignoranza , di fruttuosa superficialità , noi che soffriamo d’ <> , noi che , stolidi senza speranza , crediamo nella Potenza della Parola , nella Sovranità del Concetto , nella Maestà della Cultura ?
Come possiamo difenderci dalle migliaia di orrori grammaticali , sintattici , concettuali che in ogni salottino televisivo , sedicente politico , vengono scagliati da archi politici di prim’ordine! ( deputati , ministri dell’ultima sfornata governativa ) , a qualunque ora del giorno e della notte ? come salvarci dalla caprina suina bulimia verbale di politici che non rinunciano a suonare il tamburo dell’ignoranza né all’ alba né a notte fonda ? che non rinunciano a suonare la tromba della vanità nemmeno in quella prima mattina in cui ci piacerebbe tanto una parabola del Vangelo ? ma non erano un tempo fasce protette quelle della mattina ?
Chi avesse attacchi d’intolleranza acuta di fronte a concordanze aggettivi-sostantivi scannate , o avesse eruzioni d’orticaria per l’uso lazzarone del latino assassinato con citazioni , frutto d’ accattonaggio pericongressuale , in quale dio vindice può sperare ? forse in Apollo o in quelle Erinni assetate di sangue che perseguitarono Oreste , il matricida ? NO! Può solo sperare nella Satira !
Prima di fare una veloce incursione nel dna arcaico della moderna Satira , diciamo una volta per tutte ( non ne possiamo più!) il significato di PRUDERIE .Oggi , in auge per i gossippari reality , isolani o affratellati, questo sostantivo femminile francese viene defraudato del suo significato reale( moralismo ostentato ) e utilizzato col significato del tutto opposto ed estraneo – non accreditato da nulla se non dall’ignoranza peggiore di chi vuol dirsi dotto! – di pruriginoso , cioè maliziosamente stuzzicante .
Ora chi non sa , e nella Politica da <> sono in molti a non sapere , parli la lingua dei gesti , già abbondantemente in uso dagli spalti della Camera nelle votazioni più calde , soprattutto in quel gesto così familiare ai più ( non a noi) , per cui arcuando a falce pollice e indice di entrambe le mani , sì da comporre un cerchio , l’un deputato di destra dice all’un deputato di sinistra , o viceversa , <>, laddove Carlo Donat Cattin Berlinguer o Almirante avrebbero chiosato con citazioni dalle Catilinarie di Cicerone o dal De bello civili di Cesare . Gesti di quotidiana miseria , gesti d’di minacciosa povertà culturale , perché nulla è così minaccioso per il decoro e la civiltà quanto l’indigenza culturale .Purtroppo per l’ indigenza culturale non si può approntare , in quattro e quattr’otto , magari da appendere all’alberello di natale, la “cultural-social- card” da 40 congiuntivi al mese!
La Satira , genus letterario ,deriva da <>, prima e rudimentale rappresentazione “scenica” latina , fatta di danza mimo versi scherzosi motteggi e suon di flauto.Proprio la pluralità delle “ arti” suggerì il nome Satura , in quanto in latino <> era il piatto pieno di primizie , varie e diverse , che nelle cerimonie sacre veniva offerto agli dei.
Solo con Lucilio , poeta e cavaliere , nato nel 180 a.C. a Suessa Aurunca , al confine tra la Campania e il Lazio , la Satira cambia “pelle” , e diventa strumento di denuncia civile , di stigma morale , e soprattutto politico . Animata da “libido corrigendi mores” la Satira fu ed è arma pericolosissima contro chi crede di proteggersene con lo scudo del Potere , della minaccia, del <>
La Satira , culturalmente concepita , è la “parola” più geniale e convincente di una opposizione politica, è la sua alchimia, la sua virtus .Sicuramente non è di casa da noi la Satira , né a Roma né a Palermo . Insulti stricnine e cianuri politici , minacce velate palesi fuocofuocherello , sono strofa antistrofa ed epodo d’una politica carogna nel senso proprio, non metaforico, di cadavere . Là dove la Satira non dispieghi la Potenza della Parola sacra che dissacra , là la Società agonizza , moribonda , decerebrata e ,per di più, socialcardizzata ! O tempora o mores ………………..
Dopo la leggenda “omerica “ che consacra atridi e priamidi eroi , ninfe maghe e proci , è Esiodo il primo Autore che , da Ascra in Beozia, fine VIII secolo a. C , irrompe nella letteratura greca con l’ anagrafe aspra della vita , con la rabbia e il giambo dell’indignazione , con prometeico credo nella Giustizia . Per il poeta-.contadino Esiodo Dike , la Giustizia , è assai più che una norma etica , è una Divinità , divine sono le sue Leggi, indissolubile la Fede ( Le opere e i giorni ,Esiodo).
Oggi , dopo 2700 anni di Storia e storie , in piena Babele politica e morale , in universale diluvio di Civiltà , la Legalità è ,dunque, solo il cemento con cui saldare la pericolante piramide d ‘un carriera politico-economica oltre ogni <> , oltre ogni <> , oltre ogni <> ?!
La Legalità , piattoforte di convegni associazioni comizi elettorali premi onorificenze tavole rotonde e quadrate , è solo il sushi di moda ,si mangia e poi si vomita!? E’ quell’incipriata , quel cerone sulla verruca del Crimine e dell’ Illegale contro cui può solo il bisturi della Legge e del Tribunale?
L’ultimo , ma non ultimo ! , colpo di machete alla carotide della Legalità ( alludiamo alla cooperativa Agroverde di Gela , il cui indagato presidente Stefano Italiano , Vestale Alfiere Paladino di Legalità tanto da sedere nello scranno più alto dell’ associazione antiracket di Gela , secondo solo al suo Presidente Renzo Caponetti ) putroppo non stupisce né sconcerta i Cittadini , non quelli almeno in condizioni di distinguere una crosta da un Caravaggio! Quel che offende i Cittadini comuni , affamati di diritti e di Diritto , affamati di una Giustizia che va oltre quella umana dei Tribunali , lenta e spesso troppo conciliante , è che attorno alla Legalità , o meglio alla sua strumentalizzazione , s’è fatto quadrato e ora rischia di farsi CASTA.. Non tutti possono sperare in un Procuratore , quasi un Nume tutelare( profetico anche il suo cognome !), che come Sergio Lari , a capo della Procura di Caltanissetta , finissimo umanista , ha dato autorevolezza giuridica , sfraghìs di reato , a fatti e personaggi di cui non poco , e per intuito e per “facta concludentia” , a Gela si dubitava da tempo .Era insomma nella città il segreto di Pulcinella , almeno nella vox populi.
Il Procuratore Sergio Lari è stato , ci piace il linguaggio della metafora classica , provvido deus ex machina di una vicenda che solo apparentemente ha come epicentro la città di Gela . Se infatti la geografia della Cooperativa Agroverde indubbiamente rimanda al territorio di Gela , la più pericolosa “ geografia”, quella cresciuta negli ultimi anni come batteri in brodo di coltura , soprattutto al Sud , rimanda alla recitazione , alla drammatizzazione della Legalità come vaccino antiMagistrato e salvacondotto. Certo se dal profilo mediatico è spettacolare l’ immagine dello striscione <> , immagine che ha fatto il giro del mondo perché , come fosse l’ Ara Pacis , il Presidente della cooperativa Stefano Italiano e il sindaco di Gela Rosario Crocetta, nell’ amplesso di quello striscione accoglievano , solo un paio d’ anni fa a Gela , il Ministro dell’Interno Amato , sotto il profilo etico e sociale non lo è .
<> , infatti ! Si è solo cambiato l’ habitus ; si è , sempre mutuando il linguaggio classico , passati dallo zoccolo al coturno ! Lo strumento oggi più comune per l’illecito economico-poitico , stando ai fatti e ai dati delle Procure , è proprio l’ epinicio , l’osanna alla Legalità .Cartina di tornasole per discriminare la Legalità sacra dalla cosiddetta Legalità , profana e recitata , resta sempre quella Giustizia in Toga che è unica garanzia di Diritto per la Comunità .Il Procuratore Lari ha, quindi, fatto un grande regalo , sotto Natale , non solo ai cittadini di Gela ma a quanti cittadini nel Mondo , non pochi , credono nella Sophia della Legge , nella Virtus del Diritto .Questa certezza può essere , in tempi d’ annunciata recessione , arma di rinascita , economica e morale .
La Legalità , prima che valore giuridico , è valore sacro per la societas , aristotelicamente intesa .E’ quell’ esercizio al Bene , Comune e Supremo , che , al di là della retorica politica e contro ogni veniale retorica della Politica , solo garantisce dalla barbarie del delitto .E’ quel servire la Patria , giuridica e morale , che a Giulio Agricola, straordinario generale in Britannia , impone sempre e comunque fedeltà all’ Impero oltre ogni crudeltà , ogni imbecillità del suo imperatore , Domiziano , perché <> ,
La Legalità non ha scadenza , non può quindi essere né moda né di moda .La Legalità è per sempre , non ha bisogno di sbandieratori né di trombe, ma di fedeli servitori. La Legalità è nel Gesto , è nel Pensiero, e il Pensiero è una delle pochissime cose silenziose su questa rumorosa Terra..
Spacconi millantatori invasati , battesimati <> al fonte del dissacro, che dissacrando Dio consacra (in)“gloriosi milites” , eroi del niente che sembra tutto , della ciancia che tuona più di come tuonò il sommo Dio , Zeus il pluvio contro Prometeo che gli rubava il fuoco in una canna . “Non mi piace un grande generale , ben pettinato , fiero d’una chioma ricciuta , che annacandosi cammini , uno ne voglio piccoletto di statura , bene se ha le gambe storte , ma che sia saldo sui piedi e pieno di coraggio.” Così , tal Archiloco, mercenario e poeta , “tuonava” dissacrando, tra stupore e anatemi d’ aristocrazia , il Divino omerico-eroe. Noi , come il poeta che mendicava con la spada la pagnotta e il vino ismarico , in terra straniera ,barattando la vita per un soldo o meno , noi un dio minuto vogliamo , un dio che poco o nulla ingombri per icone stucchi e gessi , un dio di cui non chiacchieri il filosofo il teologo lo psicologo il filologo il poeta il chierico e il vescovo , un dio che faccia dell’ homo più gigante un nano, un dio che non dialoghi né mai patteggi, un dio che imponga celesti divine leggi su quelle umane e miserabili , un dio che non si dati <> , un dio che non sia in saldo , un dio che è sempre 3 anche se paghi 1 , un dio che non si candidi alla nazione né alla regione ma alla Ragione , un dio <>. Gli altri consoli il mio dio , non più me .Io sono già morta.
Che tristezza passare dalle Stelle alle …..serre , soprattutto quando sei in una terra d’ Arte Bellezza Cultura, come la Francia , soprattutto quando parli di Teatro , il tuo Teatro , con un genio della francese , Patrick Sommier , Direttore del prestigioso teatro “Bobigny “di Parigi che dal 30 gennaio 2009 manderà in scena la mia piece teatrale <> . Dopo il felice debutto al Teatro moderno di Napoli in aprile, protagonista e regista la superba attrice Licia Maglietta ( premio David di Donatello per il film Pane e Tulipani ) dopo ottimo consenso di pubblico e critica al Piccolo Teatro di Milano per tre settimane in novembre di quest’anno ( chi volesse troverà in Internet ogni documentata informazione) mi trovavo per problemi di traduzione in francese appunto con Patrick Sommier e il suo traduttore , un prof universitario della Normale di Pisa. Dalle Stelle dell’ Arte del Talento della Cultura , con un comunicato ansa, precipitiamo alle serre dell’agroverde gelese antirackettato , ai suoi pomodori ,ai suoi cetrioli , alle sue melanzane riciclanti denaro della mafia!, secondo l’ accusa dell’ acuto procuratore capo Sergio Lari. Nessun imbarazzo , né stupore .Da tempo in molti , non solo a Gela , avevano capito, azzardato ipotesi e l’ azzardo era stato ferocemente stigmatizzato come calunnia ! Ho spiegato al francese Patrick che a Gela da qualche anno funziona così :l’intelligenza , l’ acutezza se non sono a servizio di chi crede , o meglio ha creduto di comandare , diventano strumento di calunnia , strumento di eversione e , persino , di apostolato mafioso ! La Procura di Caltanissetta ci conforta almeno sul fatto che non fummo e non siamo calunniatori , solo persone oneste , magari col difetto dell’ onestà usque ad exitum vitae!
Il signor Italiano , Presidente dell’ Agroverde , sedeva da anni nello scranno più alto dell’ antiracket , se si esclude il presidente Renzino Caponetti .Non poche volte con il senatore Lumia , Tano Grasso , il Sindaco Crocetta , Don Ciotti e altre autorevoli gole antiracket , aveva dibattuto sui temi della Legalità , sì veementemente da trasformare il dibattito in crociata ! Oggi ,la gente comune , quella per intenderci che non ha gli strumenti né l’ intuito di un’ associazione antiracket , si chiede se sia possibile mai che , all’interno dell’ associazione , la mano destra ignorasse quello che faceva la sinistra ! Caro direttore , in attesa della più autorevole risposta della Procura di Caltanissetta , che nulla si farà sfuggire su quanto e quanti , vorrebbe azzardare Lei una risposta a questo amletico dubbio , prima che il “pasticciaccio” agroverdino geloò diventi la mia piece teatrale di maggior successo ?
Collasso coma fibrillazione elettroencefalogramma piatto artrosi bisturi sono termini non più esclusivi dell’ orbe medico , ma familiari sono a quella Politica che economicamente collassa fibrilla culturalmente anchilosa appaluda progettualmente sferruzza col bisturi , sfoltisce la spesa degli Enti pubblici più che duellare dartagnanicamente . Di tutte , in Sicilia, la sindrome più minacciosa , per gene non recessivo , ma dominante progressivo per aggressività e virulenza è quell’ autolesionismo culturale siciliano , quel karakiri ,costola della Politica siciliana , che arma al suicidio la Cultura isolana , rea di natività sicula , rea d’un inespiabile peccato originale la “siciliana” , peccato inespiabile se a questo si aggiunge la hybris di restare in Sicilia , residenti seppur inumati nelle latomie . Conosco bene e da vicino l’ argomento , perché rea di siculo gene e genio , mi sono letterariamente “de-diossinizzata “ al fonte letterario torinese ( Einaudi) milanese ( Rizzoli ) , in iperbariche domus culturali sabaudi e longobardi
Dal 334 a. C. lla primavera del 323 a. C ( il 10 giugno morirà nel palazzo di Nabucodonosor ) Alessandro assedia occupa conquista le maggiori città dell’ Asia Minore .Sardi Efeso Mileto Alicarnasso Iparna Xanto Faselide Perge Aspendo Side Telmesso Sagalasso. Poi è la volta di Biblo Sidone Tiro Gaza . In Egitto fonda Alessandria , ritorna in Fenicia , attraversa l’ Eufrate sopra un ponte di barche , Ninive Babilonia Susa et et fino a che lo ferma una volgare non eroica morte , muore di malaria a soli 33 anni . La conquista siciliana di Vittorio Sgarbi data recente ma si annuncia fragorosa fulminea almeno nelle intenzioni . Tenuto conto che i 33 li ha passati da un po’ ed è ancora vivo , in proporzione il Modenese potrebbe ancora raggiungere il Macedone.Indatti dal 1990 al 2008 , passando , ma solo per un fatto di par condicio , di egalitarismo , fulmineamente pindaricamente volando dalla liana del il Partito Comunista a quella della Democrazia cristiana , del Movimento Sociale del Partito Liberale del Radicale Forza Italia Poi L’unione , poi Lista Consumatori (2006) .Il 30 giugno 2008 eletto da UDC DC elista civica di Centro sindaco di Salemi .! ma la conquista della Sicilia data già 2004 con a conquistato meno di Alessandro Magno in territorio ma è stato impegnato in e con successo si è dedicato alla conquista Grande psicologo dell’ autolesionismo siculo è quel Vittorio Sgarbi , sindaco di Salemi che , forte del suo essere metèco in terra di Sicilia , dai mosaici di Piazza Armerina all’ Ave Maria Salemita a palazzo d’ Orleans …, compiuto conquiste degne di quell’ Alessandro il Macedone che la Storia battezzò Magno . Come Alessandro Vittorio è arrivato alle foci del Simeto del fiume Oreto , da fauno alle croste ( così dice ) della stanza del presidente dell’ Assemblea .Vittorio il Magno , grande pr di se stesso , acrobata della politica è l’esempio lampante di come l’autolesionismo culturale possa “ingrassare “ magnizzandoli meteci d’ogni dove .
Poiché 390 sono i comuni siciliani e secondo
Quando <> , or non c’è più! or si va a tasti di computer !, la morte di un uomo si annotava all’ anagrafe dei vivi con un segno orizzontale di penna sul suo nome .Il “taglio” della penna era , spesso , incerto titubante nella balbuzie dell’inchiostro , quasi la penna inceppasse sul minimo tratto .In realtà a inceppare era la paura inconfessata , forse ignota , di chi , addetto alla “cancellazione” , vedeva sotto un suo minimo miserabile gesto , appunto il taglio orizzontale , cancellarsi assai più che un nome , vedeva il cancellarsi di una Vita , un Uomo , la sua Storia, la sua Illusione di immortalità .Quasi “un omicidio” in cui l’ arma, la biro o la stilografica , paradossalmente era un oggetto innocuo familiare rassicurante . Quando a doversi cancellare era un nome conosciuto – il nome d’un amico , un compagno di scuola , un vicino di casa – il segno, ancor più lieve per l’inchiostro singhiozzante, manifestava la resistenza a negare , in quel gesto estremo e definitivo , la Morte .Oggi , nella più ecumenica e disumana globalizzazione ,anche il gesto all’ anagrafe dei Morti è globalizzato e disumano . Si preme un tasto sulla tastiera del pc e, da Trento a Marzamemi , da Tortona a Lampedusa , non resta traccia alcuna di un Uomo , di una Vita .
E’ per me “poetico” lo studio della semeiotica da biro pennino o stilografica sui vecchi registri anagrafici di paese, l’ adfectus , tra filologico ed etnoantropologico , di un segno nero sotto cui si poteva ancora leggere senza sforzo il nome , di un segno non definitivo che assecondava l’ amaca tra Morte e Vita , quell ‘incertezza di morte che non poteva però dirsi certezza di vita .
Quel che nel Verso dei Grandi ci appare nella sua esibita lapidaria Potenza – penso ad Antigone sofoclea ,condannata a morte giovinetta solo per avere onorato con la sepoltura il fratello Polinice ( <> ; penso a Evadne , Le Supplici –Euripide , che si uccide sulla pira del giovane sposo (<> ) , a Polissena euripidea ( <>), nella tragedia Ecuba, – non meno potente , solo più ascoso recondito pudico , denuncia il Segno di una biro , di un pennino a condizione che si abbia Anima a seguirne le titubanze le strozzature , persino , il dolore , la rabbia sui tre centimetri che impegnano sulla carta un Nome e un Cognome .
Per chi vivrà questo Natale con il peso insopportabile di un lutto che scuce la pelle dall’ osso , che non ti fa vivere né ti fa morire , con un cuore che più non batte ma esplode nella gabbia del petto , ho un pensiero speciale , non mio .I miei sono pensieri comuni , che ustionano senza scaldare , senza quella oraziana metriòtes che è dell’ anima il depuratore , che è del Pensiero il filtro . Offro un dolore antico in Versi, un dolore di Padri e Madri che perdettero figli , adolescenti o poco più che bambini, un dolore di giovani spose ,morte di parto, ma vive ancora nella potenza della lapide .Sono poesie greche d’età ellenistica ( Antologia Palatina , sez funebre) ;epigrammi brevi nel verso , per lo più 4-6-8 versi , ma infiniti nel ricordo nella nostalgia nel dolore del lutto che la corsa del Tempo non divora .Offro ,nella voce di questi Poeti, la migliore consolatio , quella per cui non ha colore di pelle il lutto , non ha geografie il lutto , non ha calendari il lutto .
<> ( Callimaco) ; <>( Eraclito); <>. Ora parli solo il Silenzio.
Medesima è la lezione del Mito e della Storia Antica : chi sbaglia paga .Paga con la sua stessa vita quell’ Aiace , granitico errore sofocleo che , defraudato delle armi di Achille a vantaggio di Ulisse , tenta di vendicarsi degli Atridi facendone strage .La dea Atena , per proteggere i suoi Achei , lo fa impazzire e Aiace ,pensando di uccidere eroi , in realtà uccide un gregge di pecore .Non sopravvive Aiace allo scempio delle pecore , all’ignomia della strage non umana e , seppur incolpevole , si punisce con la punizione più esemplare , il suicidio .Non varranno a dissuaderlo la schiava concubina Tecmessa , né il figlioletto avuto da lei , né i venerandi genitori .Si uccide Aiace alla ricerca dell’ onore perduto , del kleos di una vita , contaminato dalla ridicola strage ovina , si uccide facendosi trafiggere dalla sua stessa spada , compagna d’ eroismo e Morte .
Anno 508 a.C , mentre Roma è sotto l’ assedio degli Etruschi , un aristocratico Muzio Cordo , poi soprannominato Scevola ( mancino) si punisce lasciando lentamente bruciare su fuoco quella sua mano destra , rea d’ avere ucciso non il re etrusco Porsenna ma solo il suo segretario .Un’integrità e una fermezza , quelle di Muzio , che possono essere ristabilite solo dopo un gesto estremo , contro se stesso consumato , la menomazione di un braccio , la sottrazione di una parte del corpo a perenne memoria dell’errore .
Infiniti esempi si possono ricordare , e nel Mito e nella Storia , di Uomini educati all’ Onore , alla Probitas , alla Fortitudo , alla Virtus , per i quali la sopravvivenza al disonore sarebbe stato solo sofferenza , umiliazione , infedeltà ai valori di una vita .Infiniti esempi si possono ricordare , nei nostri miserrimi giorni , di politici non educati alla Virtus , ma neanche a quel buonsenso che fa capire quand’è tempo di scomparire , di retrocedere , di dimettersi , di abdicare . Abdicare è la parola giusta , perché “dimettersi “ è percepito come atto d’ abdicazione al trono del Potere che dà privilegi , sopra e sottobanco , solo fino a quando ci stai seduto platealmente, coram populo .Fino a quando puoi dire alla corte dei clientes , prostrati per la salutatio matutina e vespertina , “ ci penso io …me la vedo io …garantisco” !
Quando <> – e i Segretari di partito avevano autorevolezza , riconosciuta non da un’ accozzaglia di voti pre-sommati, ma da Personalità , Eclettismo culturale , Magnanimità , Lungimiranza politica – l’ ordine di dimettersi , sussurrato all’interno delle segreterie di Partito , non veltronianamente sgolato implorato ,era indiscutibile indifferibile .Un avviso di garanzia , senza che si arrivasse al rinvio a giudizio , era elemento sufficiente per decorose dovute inevitabili dimissioni . Perché Bassolino , travolto dalla <> campana , perché la Rosa Russo Jervolino travolta da assessorite napoletana , perché il Senatore PD Riccardo Villari , per caso presidente di Vigilanza della Rai , travolto da libido RAI capiundae , disubbidiscono agli ordini di Veltroni e restano cuciti alle poltrone come passamaneria o imbottitura ? non sarà perché oggi un Partito è solo il brodo di coltura ove fare crescere e moltiplicare i batteri del proprio interesse privato ? o un pascolo ove far pascolare le vacche fino a quando c’è un po’ d’erba e poi transumare nel pascolo vicino , né più né meno come le mandrie dei bovini a tempo di transumanza ?
Transumare col proprio “bestiame” da un partito all’ altro è facile come salire e scendere da un bus , tradire i compagni di partito non è disonorevole in quanto tutti , prima o poi , sono o sono stati o saranno politicamente “cornuti”.Fa curriculum la spregiudicatezza partitica , l’ignoranza politica , il sabotaggio degli avversari , e i più spregiudicati , meglio , meglio assai se pregiudicati , sono ambitissimi .Per loro il cursus honorum è velocissimo , e senza ostacolo fino a quando ………non trovano una Procura che ci vede con tutti e due gli ………occhi! Disposta a non chiuderne mezzo! Napoli Pescara non sono affatto casi eccezionali o isolati nella Penisola , a renderli eccezionali è quella Legge il cui strumento ( divino!) la Procura fa istologie di illecito che , se perseguito , ipso iure produce una bonifica morale nel e del territorio .
Se Veltroni non riesce a ordinare ai suoi di dimettersi , gli ordini almeno di tagliarsi la lingua che , se per i più è del tutto superflua , per la Russo Iervolino e i suoi acuti , è proprio una tragedia !
Con accanimento, ragazza di liceo , ascoltavo per settimane lo stesso 45 giri , di Battisti per lo più o De Andrè , monodici cantori , geniali menestrelli di una gioventù , nient’ affatto bruciata, ma che bruciare voleva -in un <> , sulle note di un <> , non libertino ma libertario – secolari tabù architetture mafiose costruite sul cemento armato dell’immobilismo , della palude politica da <> . Ascoltavo i miei 45 di vinile su giradischi , oggetto oggi sconosciuto ai giovani, da oltre trent’ anni desaparesido, rastrellato dalla illusione fatale di far posto a una Vita Nova facendo posto al Nuovo tecnologico ( lettore mp3 , internet ), introvabile se non in qualche mercatino delle pulci tra gli oggetti poveri , indesiderati , che si possono portar via per qualche euro .
Con pari accanimento leggevo e leggo , fino allo sfinimento , alla ricerca del Pensiero perduto , dell’ Intelligenza perduta , lo Zibaldone di Giacomo Leopardi , le sue Operette Morali , con una terpsis , negli anni, non mai scemata , ma lievitata levitata cresciuta accresciuta . Perché, si chiederà qualche lettore , proprio lo Zibaldone , I Pensieri , le Operette Morali di Giacomo , più che l’insuperato Verso degli Idilli ? perché la Poesia è creatura indipendente , affrancata da qualsiasi giogo , foss’anche metrico e strofico ; la Poesia è come la religione , al di là del Dotto e del Colto , al di là persino della Coscienza , e del Pensiero . Anzi , più la Poesia corre nella direzione dell’ Emotivo più si rivendica , più rivendica la sua totale autarchia .Io , invece , volevo e voglio , il Pensiero , sono bulimica di Pensiero .E Leopardi è uno che pensa in un oggi-Contemporaneo , orfano di Pensiero .Leopardi è grande filosofo della quotidianità, filosofo non ex cathedra ma ex Anima , esattamente come quel Seneca , pedagogo di Nerone , le cui Lettere a Lucilio sono furono e restaranno sul mio comodino. Interlocutrici d’insonnia delusione insoddisfazione alla ricerca d’un Sanatorio universale perché il Mondo intero , spesso senza averne presagio né contezza , è malato d’ aegritudo , di quel maldesistere che necessita solo d’un Sanatorio dell’ Anima. Io mi sano con Leopardi , Baudelaire , Dante , Sofocle , Asclepiade di Samo , Rufino , Tintoretto Piero della Francesca et et .
Siamo alla vigilia del nuovo Anno , si sprecheranno i desiderata per il 2009 , la cui realizzazione stolidamente ingenuamente si chiede all’oroscopo , alle costellazioni , ai fondi di caffè , alle carte .Nessuno guarda nei fondi di se stesso , nessuno ricorda di esser di poter essere di dover essere <> della propria Vita , demiurgo di quello scampolo di Vita Nova che si pensa salvifico d’ogni malanno , d’ogni disperazione , sempre e solo Sotèr .
Nell’ estate del 1827 a Firenze questo era il pensiero del Leopardi ( Zibaldone, 4283 ) che offro come augurio , pur se ha sapore di sconforto – ma quando mai la Verità non ha questo sapore ? – ai nostri lettori , che non sono pochi , che con noi dividono l’ ansia per il presente , l’ Amore per il Passato , glorioso d’ Arte Probità Virtù , privata e Pubblica .
<>. Quando Leopardi scrive questo pensiero ( zigote letterario dell’ operetta morale <>) , è poco più che un ragazzo , è un ragazzo di 29 anni e , se fosse arrivato a vecchiezza – non ci arrivò , moriva solo dieci anni dopo nel 1837-probabilmente avrebbe corretto il concetto che nessuno vuol rifare la vita passata .Noi , che da un pezzo abbiamo già lasciata gioventù e molte “lune “ abbiamo visto su questa Terra e non temiamo le Parche , con Pensiero diciamo che chi , per generosità o scelleratezza altrui , sostenuto da gran curriculum del Nulla o di Delitto , corruzione peculato concorso alla mafia , si è ritrovato sindaco deputato senatore ministro della Nostra Repubblica , tornerebbe subito a rivivere la vita passata , fatta di agi e priviligi , frutto di scippo a chi ha meritato e non avuto, a chi ha seminato e non ha raccolto . A fronte di pochi scippatori , satolli e millantatori , molti gli scippati , cui il Merito e l’ Eccellenza del Sapere e della Morale sono stati nemici , anzi carnefici ! Cosa chiedere quindi all’ anno che verrà , sicuro clone di quello che congediamo ? che per esempio quel che non può il Pensiero il Merito la Giustizia lo possa qualche osso di tacchino che , di traverso in gola , faccia a qualcuno vomitare se non i peccati di una vita , almeno il banchetto di una Notte , caviale e lenticchie comprese !
In cauda venenum , recita un vecchio adagio latino .In cauda ………Sicilia ! recita la neonata classifica delle province italiane , stilata da Il Sole 24ore sul “solfeggio” la vivibilità . All’ ultimo ,meritatissimo posto, la provincia di Caltanissetta , che , quasi per contrappasso di vecchie mai sanate ostilità con Gela , è da undici anni “ usucapita “ da presidenti gelesi . Dal 1998 al 2008 tal Filippo Collura , oggi desaparecido , di cui non si ricordano meritorie gesta amministrative ( si guardino le classifiche di quegli anni!), ma solo esangui verbose chiacchiere e scatti d’ira . Non l’ira funesta del divino Achille ,che ispirò il celeberrimo cantami o diva , ma ira da prolasso nervoso , da incontinenza contro quegli “animali” della sua corte che , a suo dire , gattoni-jattùna (cit.testuale) ben satolli scalciavano non da gatti ma da muli! Oggi a presiedere la Provincia è ancora un gelese ,Pino Federico , sicuramente più simpatico genuino ruspante del primo e ,soprattutto, di miglior colorito, non itterico a vedersi . Temiamo , però , che oltre la simpatia e il colorito non si vada, perché il suo augurio di fine anno , stitico linguisticamente ma soprattutto intellettualmente, più ci è sembrato un’estrazione di numeri al lotto , al di là delle buone intenzioni! Si potrebbe andare oltre l’ultimo posto ,con la cancellazione totale della Provincia di Caltanissetta dalla cartina geografica , una deiezione magari , una evacuazione o uno sprofondamento intrainferico , come già accaduto all’isola ferdinandea !
Cosa rende invivibili inospitali indesiderabili a chi ci vive e a chi potrebbe viverci , anche solo da turista, le province siciliane ? Certo non è la Natura che ,con tachicardia d’onde , carvaggismi di tramonti , rugge per petto di Vulcano , intenerisce per pianto di Scilla e Cariddi , violate creature , d’ acqua incatenate, sotto Lo Stretto . Certo non è la Mafia , sempre più mitologia di leggenda , sempre più souvenir di quel folclore che è cancrena agli “arti” dell’ Isola ! Oggi più manipolo di balordi che mafia , almeno quella fatale mafia contro cui ,senza retorica di trombe e senza marcette , spesso con fondato timore di fuoco amico ,senza tentennamenti, pur dilaniati tra il dovere di Padre e il Dovere di Magistrato, combatterono Veri Uomini , la cui lapide eis aiei è scolpita oltre la vita nell’ Anima di quanti , Cittadini di Dike , onorano la Virtù dell’ Eccellenza e l’ Eccellenza della Virtù .
Non è la mafia quindi a rendere invivibile, oggi, una città siciliana . Città come Gela, nella quale risiedo solamente , Caltanissetta o Agrigento , fossero popolate da suore Orsoline ,o da vestali dell’ Ara Pacis , ignare di “stiddari”, sarebbero ugualmente ultime in classifica perché nulla mai si è fatto contro la Mafia dell’ Ignoranza , del Degrado , dell’ Indigenza , della Disoccupazione . Il motore dell’ Economia Siciliana , il suo patrimonio archeologico- artistico, è sotto gli occhi di tutti un motore spento …….senza benzina , motore arrugginito ! fonte di ulteriore debito per la Regione . Anfiteatri teatri odeon chiese basiliche affreschi tele edicole solo <> da manutenere , che non producono ricchezza , perché spesso sconosciute a chi , per Istituzione , dovrebbe esserne volano di promozione. Beni ingodibili ,condannati alla clausura delle catene ,alla devastazione di muschi licheni randagi , all’ergastolo dell’ Ottusità !
E’ cancro terminale la leucemia Culturale in Sicilia e se la coraggiosa metabolè , innescata da un presidente hypsofilo come Lombardo, non dovesse considerare , in modo pandemico e primario , l’ educazione alla Cultura , nessun Ponte sullo Stretto impedirà alla Sicilia il disonore dell’Invivibilità! Per Cultura non intendiamo certo la quantificazione dei titoli di studio che , da almeno 40 anni , nel pubblico e nel privato, non si negano ad alcuno , solo che respiri e che sia vivo per l’ anagrafe !
Perché la Cultura in Sicilia non continui ad essere la protesi dello sciancato , paghi la Politica siciliana la tassa alla Cultura , non sia eternamente evasore ! La Cultura , quella per cui si è Città non barbare ma in unzione di Civiltà , non ha un catasto una particella un foglio un volume una massa . Eppure è , potenzialmente , oltre ogni ipotesi , magico Catasto di Ricchezza .
Una canzone della Bertè recitava <>; varrà per il resto d’Italia , non a Gela , provincia di Caltanissetta , dove il Mare è sempre fatalmente di moda , sempre affollato anche d’ inverno con la gelata , perché a Mare ci si lava ,perché il Mare è supplente generoso dell’ acqua che non c’è ! e ,se c’è, è inutilizzabile per qualsiasi uso che non sia lo sciacquone del cesso ! i più fortunati , che hanno casa in altra provincia, fanno pendolarismo ………..igienico alla ricerca del bidet agognato , della doccia disiata! Cultura è seduzione .Chi dovrebbe trovare seducente , nel significato latino del termine di “attrazione” , una provincia senza lavoro senz’ acqua senza igiene senza strade , e se qualcuna viene completata , trent’anni dopo l’incipit , ( docet la Caltanissetta-Gela) è già vecchia , inadatta , già da smantellare ! Cultura è Pensiero prima che Progetto ; deteriorabili sono i progetti, ad tempus ; solo il Pensiero , talento di Pochi , non deteriora mai!
<>.Non è un nostro neologismo , uno di quei neologismi cui ci abbandoniamo , di quando in quando, più a risarcire il lettore ,che noi medesimi , dalla untuosa sciatteria della lingua italiana , specialmente di quella che immiserisce , sempre più, la carta stampata , quotidiani settimanali mensili ,senza eccezione di bandiera politica .Esattamente come in Politica , in cui Destra Sinistra e il Centr-ino sono ormai indistinguibili per questione (im)-morale pasticciacci intercettazioni innominabili di figli e di padri , quasi un dna familiare , un genotipo karactèr-izzante , da padre in figli !. Indistinguibili anche per quella geografia , Nord -Sud , che una volta faceva la differenza e politicamente culturalmente e civilmente <> il Sud , lasciando emorragica , mai seriamente affrontata , la <> .Oggi è par condicio , tutta la Penisola Italia, isole e isolette comprese , è <> di tangenti , intrallazzi, corsie preferenziali , senza limite di velocità per chi , indisturbato, im-multato ci corre spavaldamente hybricamente !
Glossalgia è una di quelle parole greche , d’uso raro che , se nel tragediografo Euripide ( Medea , Andromaca ) ha significato di <> , in Luciano ( scrittore- filosofo del II d. C) ha significato opposto di <> mutismo ; significato cui rimanda la composizione della parola in greco( glossa = lingua, algia = dolore sofferenza) .
Impazza in tutta la Penisola , senza distinzione di sesso razza religione età altezza peso corporeo metabolismo , la glossalgia , nel significato di logorrea .Ci salvano un po’ gli extracomunitari , ma sono se siano appena sbarcati e giusto perché non conoscono l’ italiano . Dopo qualche settimana, anche gli immigrati , contagiati da glossalgia , da incontinenza logorroica, organizzano conferenze- stampa , invocano telecamere e microfoni, fanno proclami , ingiunzioni , ultimatum , esattamente come i peninsulari e gli insulari indigeni . Siamo in presenza di una epidemia spaventosa , più della la stessa influenza Australiana ( chi l’ ha vista?) ,su cui contavamo proprio tanto per goderci , almeno per qualche settimana , l’ altro tipo di glossalgia , il silenzio , il silenzio assoluto .
Dalle influenze ci salvano i vaccini , ma chi può salvarci dalla logorrea che dilaga più della gonorrea che ,negli anni Cinquanta, fu “lettera scarlatta “, marchio di ignominia per quanti ne furono contagiati da trasmissione sessuale , condicio indispensabile .La logorrea , invece ,è anche autogenetica , si riproduce , quindi , anche in assenza di contagio ,e non produce immunità..Il “gene ” latita dorme anche per anni , salvo poi il risveglio della <> !
Avesse taciuto quella Rosa Russo Iervolino che è riuscita (incredibile dictu !) a trasformare il solito feuilleton malaffaristico in qualcosa di assai più politicamente mortale : la Farsa ! Mettere in piedi , anzi in stampelle, una Giunta in cui i nuovi assessori sono 6 tenici , assolutamente estranei alla Politica ! e per questo , assicura la Rosa , garanzia di onestà al Comune di Napoli, è per il PD una waterloo , assai più fatale della condotta illecita presunta dei suoi assessori , su cui tre gradi di giudizio e tre sentenze! dovranno pronunciarsi . Si poteva , quindi sperare , nella dimenticanza , nell’oblio dei pachidermici tempi processuali. Invece no ! La Iervolino , in-tronando i 6 , oggi quindi ben in-tronati , ha già dato “sentenza” passata in giudicato .La sentenza è che l’Onestà viene solo dalla Non Politica .Avesse Veltroni per tempo provveduto a de-glossizzare la Iervolino,prima che la settantunenne irriducibile Rosa pronunciasse sentenza d’ ergastolo morale al PD napoletano della sua Giunta e oltre!
La Russo Iervolino sarà pensionata di lusso ; non ha motivo di temere , quindi , quella pensione che mai la vedrà social-card-izzata alla cassa di un supermercato, ma confortata da quegli infiniti privilegi che, usque ad exitum vitae, accompagnano quanti hanno , spesso immeritatamente , rivestito ruoli apicali . Ruoli con compensi e indennità secondi solo a quelli dello sceicco omanita che , di passaggio a Palermo, di un imperdonabile concerto bandistico e di un altrettanto imperdonabile rolex ( già dato in beneficenza ) ,più che della sua presenza , fece dono alla Città e al suo Presidente Lombardo , che asseconda vocazioni georgico- virgiliane , non feticistico-trimalchionesche.
Intanto , mentre Veltroni disperato fa il cassiere delle parole, in contanti e spiccioli, della glossalgiaca Rosa Russo , il Presidente Berlusconi, dopo lunga stagione logorroica , studia la brevitas ,Cesare e il suo biografo Plutarco . Emulo di quel geniale condottiero che solo con tre perfetti indicativi , senza fronzoli né vanterie, annunciava la fulminea vittoria (2 agosto 47 a.C , Zela nel Ponto) contro Farnace II ( Plutarco , Vita di Cesare) , dalle Alpi a Lampedusa , su tutta la Penisola ha messo le sue insegne , solo con un parsimonioso asindetico cesariano <>!
<>!, Montenero , 29 -12-2008.Con l’ ammissione di questo reato, che potremmo chiamare reato di prole , Cristiano Di Pietro si dimette dall’ Italia dei Valori , ma pur provato, pur amareggiato , il corpulento rubizzo primogenito di Di Pietro senior , resta ben saldo alla poltroncina di consigliere provinciale di Campobasso! A cotanto sacrificio lo spinge quell’indefesso amore per la res Publica , più forse considerata “res familiaris “(bene di famiglia) – alla stregua di un’azienda agricola o un caseificio – che “res populi “ ( bene di tutti ) , come quel Cicerone che di Res publica visse e morì , con la gola squarciata dai sicari d’ Antonio , sulla strada per Formia , la notte tra l’otto e il sette dicembre del 43 a.C .
Non corre pericoli la gola di Cristiano , non teme lama la sua giugulare , se si esclude il rasoio quando zigzaghia sul suo faccione , tra pizzetto e baffi, soprattutto se , mentre si rade con la mano destra , con la sinistra al cellulare si rade …..la reputazione ! e , intercettato dalla Procura di Napoli , viene indagato per reato di corruzione , turbativa d’ asta e abuso d’ufficio nell’ ambito dell’inchiesta sugli <> .
Quasi in preda ad un edipico complesso – ma conoscerà il ragazzotto la storia di Edipo e del padre Laio, coi relativi duellanti psicoanalitici complessi di Edipo e Laio ? – Cristiano accusa testualmente il padre d’ averlo generato col peccato originario di <>, quasi un gene del dna , prenatale e inevitabile , trasmesso in virtù di concepimento!
Nella lettera , inqualificabile sotto qualsiasi aspetto –emorroidale la sintassi , epilettiche le affermazioni , spastica la punteggiatura – l’unico gene per la cui trasmissione sia inconfutabilmente colpevole Tonino è quella lingua ital-fescenninica che , sola , ci fa dire <>!
Ma c’è di più, Cristiano figlio rivendica quell’ossequio alla Legalità – ( più da sbandieratore forse che da crociato ?) – <> si legge testualmente nella medesima epistola , quasi Vestale di quella Lex di cui Tonino padre si autoproclama Pontifex maximus !
Di Pietro senior e junior , dunque , per facta concludentia , avrebbero assai più di un gene in comune . Poiché sconosciamo le virtù oratorie del figlio – quando comizia , “orator” nel Consiglio della Provincia di Campobasso – mentre già pienamente appagati siamo e fummo da quelle del padre , non sappiamo se la dipietrina prole abbia ereditato dal Padre anche l’ anacoluto ! quell’ anacoluto che solenne sta sulla lingua di Tonino come la corona sulla testa d’ un imperatore romano!
Se anche si dimostrasse colpevole Cristiano, colpevole del reato di prole , potrà Tonino padre pur sempre legittimare la Legalità della diversità del figlio ,chiamando in soccorso quell’ Alighieri Dante che , se non fu per lui maestro di bello stile , fu di certo profeta , con le terzine incatenate della Divina Commedia , del suo futuro di Pubblico Ministero, catenofilo e processofilo , almeno quanto quel Filocleone – personaggio de <> del poeta comico ateniese Aristofane – che finì col processare il suo cane per aver rubato un pezzo del suo formaggio !
Si consoli Di Pietro padre per la diversità di quel suo figlio indagato , che certo non poco gli rosicchia il fegato con la sua “leggerezza”, e la sua parresia orale e scritta ! E’ fatto comune che i figli non somiglino ai padri , si consoli , dunque , che capitò anche a Carlo II d ’ Angiò , detto lo zoppo , re di Napoli e re titolare di Sicilia ! col figlio Roberto .
Sarà proprio Carlo Martello , figlio di Carlo II e di Maria Arpad d’ Ungheria , fratello di Roberto , a spiegare le ragioni per cui i figli non somigliano affatto ai padri , anche nel caso che eccellenti siano stati per virtù .Dante incontra Carlo Martello in Paradiso , nel terzo Cielo, il Cielo di Venere; l ’indole del figlio , spiega Carlo Martello, sarebbe sempre identica a quella del padre , se non intervenisse la Provvidenza Divina. Poiché per la convivenza civile occorrono compiti e ruoli diversi e molteplici, Dio provvede in modo tale che diversificata sia l’indole degli uomini , atta a soddisfare la diversità delle mansioni della vita sociale.
Quando un padre , popolare per ruolo politico , subisce l’imbarazzo creato dal figlio nell’ esercizio di funzioni istituzionali e per comportamenti , presunti reati , che duellano con la Morale – prima virtus di chi ,a vario titolo, rappresenta la res publica – non c’è che una strada :il Silenzio , almeno per la skenè sociale . Per la skenè privata il padre può abbandonarsi a qualsiasi comportamento , se fortemente mosso dall’ adfectus patris , al di là della colpevolezza , oltre lo steccato del reato , oltre ogni giudizio , oltre il ridicolo e il patetico.
Il Tempo attuale , tempo di Seconda Repubblica , è tempo corruttore della memoria dei Grandi Uomini della vituperata , oggi rimpianta , Prima Repubblica . Furono , quelli , Uomini degni di un <> , uomini educati all’ aretè dalla lettura di Platone Aristotele Cicerone (che meraviglia di virtù politica e morale il suo Somnium Scipionis !). Ricordiamo agli smemorati quel Carlo Donat Cattin , straordinario intellettuale e Politico della Prima Repubblica che , di fronte a imbarazzanti itinerari “ politico-sovversivi” del figlio , scelse la dignità , la venustà del silenzio assoluto per l’ agorà pubblica , riservando all’intimità della sua casa , al penetrale dei suoi pensieri , l’insanabile dolore il pianto e il muto grido di Padre.
C’è stata , non c’è , non ci sarà mai più ,o forse ci sarà ! Non è un rompicapo, un enigma per la cui soluzione scomodare Edipo del Mito , quel figlio di Laio , che sciogliendo l’enigma della Sfinge – <> -liberò la città di Tebe dal sacrificio di giovinetti , uccisi come pasto-tributo al mostro .
C’è stata solo per sei mesi , un miraggio , un ‘illusione ottica , la creazione d’un romanziere ? No , il parto di Madrenatura tra ruggito di mare in tempesta e ululati d’onda , rutti di lava e sfregi d’ acqua .Quattro chilometri e mezzo di superficie , 70 metri d’altezza , feroce e spaventosa come una geometria dantesca , con lingue di fuoco come una mitologica Idra , aspra deserta senz’orma d’uomo .Tra Sciacca e Pantelleria , un ‘Isola fu , per 180 giorni d’ almanacco , più trine di lava , più prodigio di Natura , quasi una sfida a Dio o forse “documento” di Dio . Indimenticato, indimenticabile , figlia d’un terremoto , figlia della rabbia di Poseidone , il Mare , che di tutte partorì la creatura più perfetta ,l’isola Ferdinandea o Iulia chiamata o Secca del Corallo. L’ isola che non ebbe tempo d’invecchiare di contaminare d’intristire d’imputridire d’ ammorbare come l’ Isola grande , che le muore al fianco , la Sicilia .
L’Isola che restò , sogno nel sogno , l’ Isola che , morendo giovinetta, prima di conoscere vecchiezza e ferocia , non s’abbrutì d’ ecomostri , né fu crocifissa a pale eoliche , non seppellì cadaveri tunisini magrebini ,di vecchi e di bambini , bianchi e neri , indistinguibili nel livido colore della morte in mare, né vomitò ,tra fiore d’alga ,corsari e assassini , né costruì galere d’ “accoglienza” con spaccio d’ acqua e coca(-ina).
Bella perché non visse , bella perché morì senza delitto , fiordo di Mito che non muore mai per chi rimembra l’odor di lava sepolta nell’onda sicana , l’incanto d’un catasto magico che ha superfici di Poesia e Canto . Isola senza clienti e clientele come vorremmo l’Isola grande , la Sicilia che non morì per tempo e invecchiò in un catasto sfatto , purulento , tra stupore e agonia di bellezze arabe greche indigene o normanne .Poco importa la geografia , è la Bellezza patria della Bellezza. Antenati o eredi hanno nel sangue il Bello che non perisce che non ammorba che non dilegua .Mai.
Ci perdoni il lettore se la facciamo lunga , se non ci riesce di dir quel che vorremmo, e indugiamo mentr’è già tempo di fine , tempo di fuga , tempo di clessidra che conta le battute , una ad una .
Ci proviamo dunque , ma il salto è troppo , più simile a suicidio , al salto in Mare di Saffo innamorata che il bel Faone , giovine e superbo, fugge .E’ brutta storia , storia comune , storia di Sicilia , storia già sentita di conti che non tornano , di bilanci superfetati abortiti accecati rinnegati , di esposti e di denunce . E’ storia di una Fondazione( tra tante) , la Federico II, “ parto “ della Regione Siciliana ( legge n 44,1996) <>! La Cultura non nasce per decreto , e senza entrare nel merito di nuove e vecchie presidenze , di denunce e di discolpe, di reati veri o presunti , di <>( Pirandello!) di registri sociali e libri contabili , di un organico di 40 persone!!! già due anni fa ( a far che?) , di un incremento di spesa per il personale di ben 650.000,00 solo in un anno – dai 99.503, 00 nel 2005 ai 744, 319 del 2006 – ( altro che moltiplicazione di pani e pesci !) , per non parlare dell’INVISIBILITA’ culturale della Fondazione Federico II , dei suoi eventi, pretestuosi insignificanti, del suo insignificante pessimo cartaceo , contrabbandato per Pubblicazioni !
Non ha bisogno di questi <> la Sicilia !, conosciuta già molti secoli prima di Cristo per Cultura Bellezza Decoro ! Non c’è bisogno di questo e altri mammiferi da spremitura per bonificare l’immagine dell’ Isola , sfregiata da collasso etico , infarto economico , da leucemia di politèia aristotelica , da emorragie fatali a danno del Turismo, dell’ Autonomia dello Statuto( che opera contro se stesso!!!) , e dell’ Onore. Per risanare gli sfregi alla Sicilia si cominci con l’ abbattere questo mammifero , vecchio maleodorante e già spremuto , prima che lo abbatta la Procura della Repubblica , dov’è finito agonizzante,solo qualche giorno fa, per un esposto-denuncia !! . Lo si abbatta senza esitazione , senza indugio ,come si abbattono i capi di bestiame infetti da mucca pazza o brucellosi . Alla Sicilia occorre una Politica Prometeica , senza tentennamenti , che usi , al momento giusto e prima che lo faccia la Magistratura , la scimitarra sulla giugulare di enti istituzioni fondazioni accademie e simili “fantasmi- vampiri” ; fecondazioni “in vitro “ , pensate più per una spremitura da stalla , che da Regione ! La chirurgia plastica , che volesse risanare gli sfregi dell’ Isola , deve operare sul visibile-fanès non sull’ invisibile-afanès . Strade , servizi , parcheggi , treni , mense , alloggi popolari , tanto per cominciare , e un’ obesa Sanità , che va immediatamente liberata a colpi d’ accetta (altro che consenso!) e restituita all’ Eccellenza della buona Medicina e alla Sovranità del diritto dei Siciliani. Se la Politica, come crediamo ,si farà sorda , possiamo sempre sperare , per zecche mammiferi tenie ed altri parassiti del sangue siciliano , nel <>!
Se si facesse un referendum nazionale sulla Xenelasia – esplusione degli stranieri che periodicamente si pratica a Sparta – ci sarebbe un’ affluenza alle urne mai registrata in occasione di elezioni , con code pari solo agli sportelli delle Poste in quel disastrato meridione che perde pezzi e vite umane .Mezza Calabria , sventrata da scellerate manipolazioni edilizie , da concessioni figliate da promesse elettorali, voti di scambio e peggio , si sbriciola come fastafrolla .Non vanno meglio le cose in Campania , per non parlare di Sicilia , dove al danno si unisce la beffa !!!! ( ma ci siamo purtroppo abituati!). L’ ultimo tratto aperto dell’ Autostrada Siracusa- Catania , il segmento Rosolini –Pozzallo , inaugurato con comizi festini foto brindisi , appena qualche settimana fa , è già chiuso ! sprofondato sotto la pioggia , con arrunchiamenti di bitume e sboffi degni del vaiolo altro che d’ asfalto . I cittadini ( soprattutto pendolari ) , che parola mediatica non hanno ,subiscono la beffa e fanno gli scongiuri , aglio corna , perché solo il surreale magico o pseudo magico , gli può garantire la vita nei dedali di strade stradine , più simili a gironi infernali di dantesca memoria .Se si giunge vivi a destinazione ,si giunge irriconoscibili persino ai propri cari .Fango , sterro , melma non risparmiano il mezzo né l’ uomo, perché non lo risparmia un utilizzo adikos ( dal greco a-dike ), senza cioè i lumi del Giusto , dell’ Onesto , del “Pro bono civitatis “ . E la Procura della Repubblica – non sappiamo di quale Procura siano per territorio le competenze –
Ma <> sta al latino mediocritas e al greco metriòtes ? Pare che virtù suprema indispensabile irrinunciabile ,oggi richiesta dalla Politica ai suoi arruolati per far Politica, sia la <>. Virtù richiesta in par condicio con quell’ altra , di cui già in passato dicemmo , cioè la diverticolite sintattica , con poliposi emorragica dei congiunti e fibrillazione dei periodi ipotetici , in un quadro clinico-linguistico gravemente compromesso da anacolute( non anacolite) cronica.
E’ forse la <> quella aurea divina mediocritas che sta alle Odi e alle Epistulae di Orazio come il divino velo sulla nudità delle Grazie foscoliane ? E’ forse equilibrio , compostezza di pensiero e senso , armonia sulla farragine del gesto umano ? e’ forse quella sophia , quella temperanza per cui Seneca , esule nella barbara Corsica per tirannia di Claudio imperatore , scrive alla madre Elvia (Consolatio ad Helviam matrem) che l’ esilio non scalfisce il suo animo perché è solo una “mutatio loci “ ,cioè una volgare distrazione geografica ?
Sarà mai questa dannata <> , che ci è sconosciuta , quell’invulnerabilità dal peccato , quell’affrancamento dalle miserie della grettezza , quella corazza che costruisce solo la Fede , inviolabile scudo contro qualsiasi “arma” umana ? (<> ,Sant’ Agostino).
No, nulla di tutto questo ! Alla ricerca della <> sconosciuta , ci imbattiamo nel suo sinonimo da vulgata : Prudenza! Ma il viaggio linguistico è lungo e attraverso la metamorfosi della Parola <> , scopriamo che la trans-gen-icità linguistica è oltremodo estesa , sconciamente diffusa , e infine aition di una più scellerata metamorfosi, quella di comportamenti e valori .
<> nel linguaggio della Politica significa cecità sordità mutismo , meglio se coma vegetativo. Certo una “virtù” non da poco e non per pochi ! , più simile a certe stregonerie da fiera paesana per cui lo stregone , petto nudo e barbetta corsara , cammina a piedi nudi sui carboni accesi , e non si ustiona .Certo ce ne vuole di questa “virtù “, forzieri direi!, per resistere alla tentazione , che immaginiamo fortissima , di “denunciare” all’opinione pubblica ( meglio comunque se anche alla Magistratura !) reati che ledono i diritti dei cittadini , ma più ledono lo ius naturale , il Diritto Sovrano .Reati commessi non dall’ extracomunitario , affamato e clandestino , che scippa la borsetta alla signora , il giorno di mercato , ma commessi , spavaldamente impunemente , da Istituzioni Enti Pubblici che agiscono , non da clandestini , ma suffragati battesimali !dalla titolarietà della carica che rivestono .Serve fare esempi? No , è epidemia , pandemia , dalle Banche ( pensiamo ai Bond Parmalat e ….) all’ affaire spazzatura agli appalti pubblici : ovunque è ………pattumiera.
Tornando alla trans –gen- icità linguistica , che è chiave di lettura della nostra riflessione di oggi , per gene morale mutante , per acclimatamento , il tradimento è oggi una blandizie , un correttivo , quasi dovuto , alla spossatezza del vivere coniugale ! più una vitamina a tutela dell’ anemia coniugale ! Il barbaro bullo , che in famiglia e fuori dalla famiglia, delinque è più – nella trans-gen.icità – un adolescente vivace , in “ acne emotiva” .Il politico condannato in terzo grado per reati di mafia e altro( truffa peculato voto di scambio corruzione) , ricandidato e rieletto , è un galantuomo , scivolato sulla trappola del suo galantomismo nella trappola di quelle invadenti intercettazioni , già consegnate dal Governo al sepolcro ! con buona pace dei galantuomini .Il truffatore istituzionale è un uomo di mondo , un pascoliano fanciullo , acrobata dei nostri giorni ! E chi , eletto in un partito , dopo 15 giorni , in piena luna di miele , scappa con l’ altro ? Almeno questa sarà infedeltà , borbonica parola ? No ! Non fu infedeltà , fu fuitina , solo fuitina , nel pieno rispetto delle sicule tradizioni !
Per non parlare poi della parola <> , flagellata , impiccata da Politica e politici .Non se ne vanno nemmeno se colti col corpo del reato tra i denti ! Questi che , un tempo(borbonico!) si sarebbe detti <>, oggi sono solo <> La trans-gen-icità è concausa di quella incontenibile emorragia di credibilità per cui un Brasile trattiene , in conto di rifugiato politico quel Cesare Battisti , pluriomicida processato e condannato , e dice no alla richiesta d’ estradizione avanzata dall’ Italia! La sufficienza la spocchia l’irriverenza del Brasile sono emblematico della scarsissima considerazione in cui nel Mondo è tenuta l’ Italia , oggi più che mai <> .
Non ne faccio una questione di femminismo , anzi per paradosso mi denuncio “ maschilista” , laddove per femminismo vogliano contrabbandarsi surrogati di rivendicazione sociale , più lievito propagandistico che impegno politico , più rigurgito egotico che insegna sociale .Non esito , vista la delicatezza del tema , a prendere me stessa come spia della singletudine autentica , quella che non rivendica caste né appartenenze politiche, quella che non proclama la morte del maschio e l’avvento ( orrore !tedio !) d’un’Era al femminile .Faccio autoanalisi a voce alta , sicura di dare voce a chi per malinteso senso del pudore o solo per autentica ritrosia non ne ha il coraggio . Vivo una vedovanza lunga già dieci anni e la mia autarchia faticosamente raggiunta ( non è facile crescere da sole un figlio orfano , non è facile essere sempre coriacei a ogni insidia della vita o sembrarlo ) ha spesso fatto di me , agli occhi di calunniatori , travestiti da papalini benpensanti , una Medea una Circe .Al di là dell’ ignoranza del Mito di quanti utilizzano creature mitologiche(tra le più gettonate Medea Circe Medusa ) come proiettili , solo perché intolleranti di una autonomia che stupisce e arma più della stregoneria ! la questione seria è , dunque, l’intolleranza che certa società manifesta , tutt’oggi , nonostante la proclamazione di vampirismi femministi , nei confronti di chi , pur sotto il carico di tragici eventi , non indossa panni da vittima sacrificale , ma avanza con rigore e decoro nel difficile selciato della propria solitudine, oserei dire nelle falangi armate dell’ altrui malevolenza e ottusità .Prendendo sempre me come esempio di quasi forzosa autonomia, più dettata dagli eventi che da temperamento , me , sopravvissuta a miserabili attentati di calunniatori e anonimisti , oggi socialmente moribondi o già cadaveri nell’opinione pubblica , stanca di vecchie e nuove illazioni suggerite solo dal demone dell’invidia ( i greci li chiamavano telchini questi demoni ) , provo a leggere aspetti che risultino socialmente irritanti dell’ indipendenza di una donna , del suo benessere anche in solitudine , come guardassi il “ negativo “di una fotografia .
Gli uomini , sempre più letargo-mani sempre meno guerrieri , invocano la leggerezza come virtù suprema di una donna , io per dna sono una “non leggera “ (anzi pesantissima elefantiaca !) , non pentita per giunta . Altra virtù in pole position è l’oziosità che in realtà è ancilla della leggerezza ! Non sono oziosa , sono bulimica di lavoro ( ora anche di Assessorato !), bulimia non pentita , per l’unico mio otium , il letterario , per ora non ho tempo , del resto fare riposare il calamaio fa bene alla scrittura , spero. Non ho spocchia d’ alcun tipo , ironizzo nei confronti della supponenza , mangio grissini per strada , mi piace stare sola , siedo sugli scaloni delle chiese , ebbene questo fa di me ( e di molte altre) una medea , una circe ! Purtroppo di fronte a una diversità rispetto al normotipo femminile ( quella che non mangia grissini per strada ) si invoca la stregoneria , ma solo per ottusità e limite . La vedovanza ,poi, espone una donna che dignitosamente la vive , senza flagellanti vittimismi , a quella demonizzazione dalla quale sono risparmiate le donne “ accoppiate “ , protette dai veleni solo in quanto nel giogo della coppia maritale . Poiché sempre più il vaniloquio sociale si pasce di apparenze , l’indipendenza femminile ( non femminista) diventa tirassegno di certa idiozia e deficienza sociale , laddove deficienza significa etimologicamente mancanza , destrutturazione dell’io sociale . Quasi sempre il minimo comune denominatore dell’autonomia , per uomini e donne , al di là dell’anagrafe ,è quel sentimento perenne di malinconia che Seneca , grande filosofo d’età neroniana ( sul mio comodino tengo sempre il volumetto delle sue Lettere a Lucilio ) chiamava aegritudo .L’ aegritudo ,inquilina di molte anime autonomistiche, può ricordare la depressione ma non è affatto un fenomeno patologico né depressivo.Per lo più è propria di chi non ha leggerezza , di chi ha un fondale di inquietudine di irrequietezza spirituale che è valore aggiunto, di chi , insomma , non è emotivamente una cuccuzza . Nel dna della “ leggerezza “ che per fortuna molti non abbiamo , non c’è il gene dell’ aegritudo , che resta privilegio dei “non leggeri”.L’ intensità dell ‘aegritudo è direttamente proporzionale al prestigio sociale raggiunto in Politica , nell’ Arte , nella Professione, nel pensiero . Prestigio non popolarità , che si concima ,dall’oggi al domani, di demagogia e demagoghi ! che de -tronizza con la stessa rapidità con cui ha in-tronizzato. Il prestigio è di pochi si concima con la virtù d’una vita intera , non ha leggerezza , e per questo non teme disarcionamenti
Ne uccideva meno la tubercolosi (da mycobacterium tuberculosis) prima della streptomicina e il tifo enterico ( da Salmonella) prima della cloromicetina e del cloramfenicolo di quanti (uomini) oggi ne uccida o rischia d’ucciderne la mucillagine politica .
Varrebbe la pena di visitare i Musei Vaticani , a Roma, anche solo per la statua di Laocoonte e i figli , gruppo marmoreo custodito nel museo Pio Clementino, attribuito a tre scultori della Scuola di Rodi , Agesandro Atenodoro e Polidoro .
La Statua , ritrovata (1506) nelle vicinanze della Domus Aurea di Nerone , acquistata da papa Giulio II per il Giardino del Belvedere , fu per l’ Arte rinascimentale italiana estasi e dannazione , stupore e rimozione , odi et amo , proprio come avviene per ogni forma d’ Arte ( Musica Poesia Danza ) quando il modello appare ed è insuperabile .
Estasi ammirazione stupore vengono contaminati – nell’ Artista che pur ammira e stupisce del Genio – dall’ avvertimento , tutto umano , della sua debolezza e inferiorità a fronte del Bello Supremo, anzi dalla “sopraffazione” del Bello Supremo .L’”umanità” , il sentimento del limite umano , del “caduco” umano , prostra l’ Artista , lo dimidia , lo rende vulnerabile oltre la corazza del Talento medesimo.
Neanche Michelangelo dovette restare immune a questa complessa bivalenza a fronte di Laocoonte e i due figli , Antifante e Timbreo , strangolati da serpenti marini .
Il nostro non è azzardo infondato , è tesi , come dimostra la suggestione –ossessione che portò Michelangelo a “laocoonizzare “ , in una sorta di duello col modello rodiese del Laocoonte , per esempio Lo Schiavo Morente e Lo Schiavo Ribelle , due statue che nel progetto iniziale del mausoleo di Papa Giulio II ( Chiesa di San Pietro In Vincoli ) dovevano far parte del basamento. Oggi le due Statue , emigrate come non poco del patrimonio artistico italiano e come la più parte del patrimonio archeologico greco di casa nostra! – lo diciamo con somma amarezza – sono al Louvre .
Al di là della Potenza della Statua di Laocoonte e i suoi figli, dna acquisito dal nostro Michelangelo , oggi , in tempi di sciagurata diaspora socio-culturale, in tempi d’alluvione morale , di tsunami etico e politico, Laocoonte può essere autorevole metafora di quanto delitto possa compiersi per inettitudine politica , ma più per quella proliferazione di “politici” accattonati o prestati con rateo a scadenza come i mutui o le cambiali .Proliferazione che noi chiamiamo <>, con riguardo e alla velocità nella riproduzione e alla facilità con cui , proprio come per la micosi cutanea( una cremuccia e via) , un colpetto di Leader-spugna può in un attimo cancellarne intere colonie!
Laocoonte – per chi , avvolto nelle spire della dimenticanza da eur-ite cronica , non ricordasse – fu sacerdote d’ Apollo a Troia e fratello d’ Anchise . Tentò di proteggere i troiani dall’inganno del cavallo , ma due serpenti mostruosi , usciti improvvisamente dal Mare, lo avvolsero nelle spire assieme ai figli , uccidendolo, come nel gruppo marmoreo di cui abbiamo detto. Era questa la vendetta di Apollo sul sacerdote che sessualmente nel tempio si era congiunto alla moglie , ai piedi della statua del dio. Ma i Troiani , che non sapevano , interpretarono l’orrenda morte di Laocoonte e i figli come punizione degli dei, per avere il sacerdote colpito con un giavellotto il fianco del cavallo.
Questa la fabula de Mito . Laocoonte è dunque creatura nobile , onora gli dei , dice il vero ma non viene creduto proprio da quei troiani che , nella stessa notte , vedranno profanata la roccaforte di Troia , incendiata la città.Impotente Laocoonte a fronte di una tragedia , la sua , per la quale unico rimedio è non sopravvivere ai figli, morire insieme in un abbraccio di morte violenta , strangolati dalle spire di serpenti marini.
Non poche spire di “serpenti” avviluppano l’Uomo , inerme e impotente a fronte di disastri , l’ Economia l’Ecologia il Nucleare il Medioriente et et.., che non può fronteggiare , verso cui non ha armatura politica che consenta una qualsiasi iniziativa di difesa .L’ IRRESPONSABILITA’ è , nel nostro Sistema, norma , non eccezione .In Finanza in Economia In Amministrazione ( historia docet) si afferma con forza di dettato di Legge che <> , che la RESPONSABILITA’ è individuale e/o solidale solo per i poveri cristi con mutuo a tasso variabile e invariabile fame , che l’ INTELLIGHENTIA ha paradossalmente proprio nel <> il suo salvacondotto , che chi esercita il Potere ( da non confondere l’esercizio del Potere con il possesso del Potere e con la Proprietà del Potere ) è non solo sempre e comunque impunito ma , sempre e comunque , impunibile per le “leggi politiche “ e sempre più spesso , anche per le Leggi giuridiche .
La Famiglia, non il singolo membro individuabile nel padre o nella madre , viene “solidalmente” strangolata per una “condanna” ( non tribunalizia , ma parimenti “solidale”) che fa , di genitori e figli, le vittime . Non possiamo affermare che domani troveremo in banca gli spiccioli che vi lasciammo, pensandoli garantiti , per la vecchiaia ! possiamo con certezza affermare che ne uccideva meno la tubercolosi prima della streptomicina , o il tifo enterico prima della cloromicetina e del cloramfenicolo, di quanti (uomini) ne uccida oggi l’ Irresponsabilità Politica.
In un volumetto delizioso del Settecento ,La saggezza del vivere, di Julius von Rohr , che dispensava consigli di viaggio , a chi avesse in animo di partire, leggiamo : <>. Sicuramente non se lo sono chiesti quel Calderoli Roberto e quella Brambilla Michela – Ministro l’uno , Sottosegretario l’ altra – che tra fine estate e inizi d’ autunno hanno , Oltrestretto , “ visitato” in panni istituzionali la Sicilia , siglato ( in quale lingua ? padana ? sicula? Siculo-padana ?) protocolli e scambiato regali( Uno statuto siciliano contro una cravatta , verde per giunta! )col suo Presidente Raffaele Lombardo .Poichè poco ne sappiamo del Calderoli e della Brambilla , più preparati saremmo sull’ Orestea di Eschilo , le Tusculanae disputationes di Cicerone, il De costantia Sapientis di Seneca e il tetrametro trocaico catalettico , abbiamo sbirciato in Internet , scoprendo che all’ uno si lega la voce porcellum – Calderoli-porcellum in variante con porcellum-Calderoli – all’ altra la voce reggicalze in alternativa con la voce sadomaso –! Poi , solo alla fine, assolutamente marginali rispetto all’ invasione e all’onnipresenza delle voci <>, ingiustamente minimizzati , sommariamente giustiziati, si indicano ( sempre in Internet) i folgoranti “Cursus honorum politici” dell’uno , leghista , e dell’ altra, berlusconiana . Finalmente ne sappiamo qualcosa! I due sono , quindi , titolati – ope Status ! ope rei publicae! – a visitare la Regione Sicilia nella qualità di “viaggiatori eccellenti”! . Col Calderoli s’è parlato di quel federalismo fiscale che come l’ araba fenice ……….insomma saga del vaniloquio istituzionale tra una norma e i tanto ingiustamente vituperati cannoli alla ricotta . Con l’ altra , la Michela , si è passati ai fatti: un protocollo d’intesa ( su che??? !) e l’imprimatur alla riapertura del casinò di Taormina con questa biblica ! hegeliana motivazione che riportiamo testualmente <>.!!! Si compete con l’ Economia mondiale a colpi di fiches , a giri di roulette? Incredibile dictu ! avrà pensato quel Raffaele Lombardo che del Pensiero di Giovanni Bosco ha fatto il timone e il faro di una Vita , personale e politica . Quel Raffaele Lombardo , di cui adoro la parsimonia delle parole , il tedio di cui gratina le altrui ciance , la riluttanza ai verbomani , l’ ossequio alla “religio” della Parola , la Parola che ha Storia Pondus Eco .Uomo di Parola , nel bifrontismo significante del termine , sicuramente per noi il Presidente è .
La Sicilia ha tra Sette e Ottocento conosciuto viaggiatori eccellenti per loro virtù , per un’ eccellenza non dettata dal ruolo del momento , eccellenza deperibile e oltremodo precaria, ma per un’eccellenza indeperibile universale ,perché saldamente ancorata all’ Arte al Talento all’ Ingegno ! Viaggiatori che , per impervie strade e faticosissimi viaggi , non hanno resistito all’ imperativo di Templi Teatri Vestigia greche e romane , laddove la Brambilla Michela , Sottosegretario al Turismo!, non ha gettato uno sguardo , non uno , ( forse accecata dalla cotogna del rimmel !?) sulla “geografia” artistica della nostra Isola ! Certo non speravamo in quella sindrome di Stendhal (io ho la fortuna di patirne!) – smarrimento tachicardia vertigine – che è stimmata dell’Infinito dell’ Arte , del Bello Assoluto di una Tela di un Affresco di una Scultura su quanti hanno l’Anima , non genericamente un’ anima .
Vero è che un Presidente di Regione deve esercitare la diplomazia delle convenzioni ,la retorica dell’ ospitalità , ma è altrettanto vero che non debba rinunciare MAI all’ esercizio dell’ Intelligenza , del diritto di replica, chiunque sia il “viaggiatore di Stato”!
Di fronte all’ enunciato brambilliano che “tutto sommato in Sicilia il turismo se po fa’ >> avrà replicato Lombardo con chiosa di fina ironia o avrà replicato con uno sbadiglio( uno dei suoi istituzionali )che , di tutte le repliche e i proclami , è lo stigma più convincente e potente ?
Tornando alla serietà dell’ argomento , di quei viaggiatori che, per Conoscenza e Bellezza , visitarono la Sicilia ,tra Sette e Ottocento, ricordiamo il frate domenicano J. B . Lobat, Gorge Berkeley, Dominique Vivant Denon , Patrick Brydone e quel Goethe , anima del Romanticismo Europeo , “filottete” dello Sturm und Drang , eclettico “visitatore culturale” – scherma equitazione disegno musica –conoscitore di greco latino italiano francese inglese , che viaggiò in Sicilia da 2 aprile al giorno 11 di maggio del 1787.Sulla nave che lo portava a Palermo , Il Tartaro , aveva con sé il manoscritto dell’ Ifigenia in Tauride che , proprio in Sicilia! ( potenza della Bellezza isolana ) trovò il suo thumòs metrico nella pentapodia giambica.
Palermo Segesta Girgenti Catania Taormina Messina , da sud a nord , da est a ovest , la Trinacria saziò la bulimia artistica di Goethe , la sua smisurata fame di Bello che lo faceva viaggiare , sotto le erinni di sole e pioggia , a dorso di mulo, per non perdersi nessuna delle meraviglie dell’ Isola .La Trinacria fu lievito per i suoi Drammi , la sua Poesia , la sua Arte , patrimonio del Mondo .Questi sono i “ viaggiatori di Stato “ che vogliamo per la Sicilia , indimenticate indimenticabili creature che si sentivano graziate onorate di potere ammirare cotanta Civiltà e Bellezza .Di simili “viaggiatori” tutto sappiamo senza bisogno di sbirciare in Internet!perché ci hanno nutrito del loro Talento, del loro Genio. Solo una cosa non sappiamo , a tutt’ora amletico irrisolto dubbio per noi : se di fronte al Faust di cotanto Goethe Raffaele Lombardo non scopra , dopo cotanta Regionite acuta, di essere , anche lui , stregato dalla sindrome di Sthendal!
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Tutti , o quasi , i libretti d’opera sono insopportabili se giudicati con palato letterario . Soggiogata alla e dalla rima , la scrittura è banale disossata clina al giogo della Musica. Non fa eccezione il libretto dell’ Opera buffa <> ( Gioachino Rossini) -scritto da Cesare Stermini, tratto dalla commedia omonima di Beaumarchais – del quale , come incipit per la “Gorgone “ di oggi , abbiamo proposto <> . L’ aria – siamo nel primo Atto , tra la cavatina “ Una voce poco fa e il duetto “ Dunque io son ….- è di Basilio (basso) , maestro di musica della bella Rosina ( contralto), che suggerisce a Don Bartolo la calunnia come fidata fatale arma contro il rivale in amore , conte d’ Almaviva (tenore).
Nell’ arco di due secoli la calunnia , da arma d’offesa come nell’ aria rossiniana , ad arma di difesa . A rete con cui si proteggono quanti , politici imprenditori finanzieri , si lanciano quotidianamente dal trapezio dell’ illecito dell’illegale in barba a qualunque codice morale , in totale disprezzo del codice penale .Una sbirciata all’ultimo anno ( non oltre ) di quotidiani settimanali telegiornali ( emittenti pubbliche e private in par condicio), siano personaggi di paese o di nazione, pesi piuma o pesi massimi per la communis opinio , siano i soliti noti , i soliti “ignoti” o i nuovi “notandi”, abbiano un italiano integralista ,fino di sintassi e ortofonia, o un italiano intruppicante imbabbolente , talebano per genuina ignoranza lessico-linguistica, per tutti , il comune denominatore di difesa, è stato la Calunnia , Madonna Calunnia di messer Delinquente .
Rinviati a giudizio per concorso in associazione mafiosa , favoreggiamento ,aggiotaggio , peculato , falso in atto pubblico , voto di scambio , questi individui invocano la Calunnia, dea dei flagellati politici , nume tutelare dei giustiziandi .Nel caso di condanna in terzo grado( ipotesi putroppo remota !per ipertrofia dei tempi processuali condoni miracoli e altro ) invocano la Malagiustizia, la Malatoga .
L’ assurdo-paradosso, sotto gli occhi di tutti , è che il vecchietto con pensione sociale ,che sottrae la scatoletta di tonno o il mezzolitro di latte , non invoca nulla se non la fame , piccolo reo confesso del minimo furto, tra fiume di lacrime e vergogna tale da rischiare la vita , mentre il grande reo, non confesso , di grandi delitti che difficilmente si scoprono in flagranza , ma che lasciano , in atti e documenti , impronte inconfutabili , invoca la calunnia , la persecuzione , il mobing politico-giudiziario! E chi invoca lo fa con spocchia e sicumera, con tale rigurgito di barocchismo verbale pseudo-giuridico da lasciare nei più ingenui qualche dubbio .
Qualcuno poi , quadrumane proprio come la scimmia , qualcuno che non confida nemmeno della sua ortografia , fa scrivere e pubblicare su quotidiani lettere scritte dal proprio avvocato di difesa !; lettere che più suonano come quell’ excusatio non petita accusatio manifesta !
Nulla di nuovo , nulla che urbi et orbi non si sapesse già , in ogni lingua , dall’ aramaico al cinese , al tailandese al berbero , dice Piero Grasso Procuratore nazionale antimafia quando riconosce e sottolinea il condominio tra MAFIA e POLITICA , la siamesità di mafia e politica , fatta di arterie e vene , alimentate da plasma economico di droga riciclaggio e appalti . La novità sta nella incessante insistita dimostrata reiterazione del concetto che Mafia e Politica sono “comproprietari condòmini socii “per bocca di chi ne ha Istituzionalmente , in virtù del ruolo , la massima titolarità e credibilità .
Il borotalco , la spolveratina di legalità è oggi surrettizia alle istituzioni e ai ruoli istituzionali , al di là della legittimità o illegittimità , legalità o illegalità di gestione .La salivazione della Legalità è passaggio obbligato nel linfosistema politico , non più esclusivo di antiracket antiusura antimafia .Gli Atti del Procuratore Grasso e del Presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello sono innegabilmente inconfutabilmente emblematici di una Crociata storica non virtuale di Legalità, di fronte alla quale anche il cittadino comune , il più semplice , non resta sordo. Grasso e Lo Bello hanno il non comune merito, per una terra come la Sicilia , di rimuovere la sordità dei cittadini , di risvegliarli dalla letargia o dal coma “da incidente politico” , di disincrostare arterie civiche compromesse dalle fatali scorie dell’impotenza e dell’ asservimento che portano a morte un Popolo , la sua Civiltà , la sua Cultura .Eppure non poche volte abbiamo visto Piero Grasso e Ivan Lo Bello dispiegare epinici veri di Legalità accanto a oratori che della Legalità fatto la trombetta per la loro inqualificabile vita politica !
Il verbo latino che più s’ addice ad entrambi – sono e furono ottimi latinofili !- è “perdiscere” non “ inspicere “ .
<> allude a quella conoscenza profonda , morale prima che giuridica , etica prima che politica , civica prima che ideologica, che esclude il più piccolo cantuccio buio, la più piccola ombra di dubbio. E’ dei ranocchi , pronti a scoppiare( fedriana fabula docet), l’<>, quell’infarinata cioè di Cultura e Legalità che serve solo a intonacare!
In Televisione , soprattutto nelle tv del servizio pubblico , Rai , vige lo stesso debosciato principio che in Politica , cioè l’ inversamente proporzionale tra Talento Intelligenza Sapere e tempi(TV ) o ruoli( Politica) . Personalità di indubbio valore , Serena Dandini , con curriculum non virtuali né supposti o volatili come per i più videolocati , vengono confinati in spazi minimi risicati , a dimostrazione del fatto su Intelligenza Ironia Cultura Eleganza s’abbatte la ghigliottina della mediocrità , del vaniloquio , del vilipendio, del turpiloquio (docet reality), piatto “forte” per l’ alimentazione culturale ! degli italiani, il cui livello medio in tema è tra i più bassi d’ Europa. Sosteneva la Dandini che se tutti possono partecipare a un reality – solo che abbiano bassissimo il senso del pudore e ancor più basso quello del ridicolo , aggiungiamo noi – non tutti possono essere Deputati Senatori Ministri .Per questi ci vuole un curriculum, cioè <> .
Si rassegni la Dandini , oggi il curriculum è tappa obbligata solo per chi si candida a……. fare il tubista in una piattaforma petrolifera , o il camionista per la distribuzione agroalimentare , o il gruista in trasferta al nord . Non tema, quindi , chi non ha curriculum, può sempre andare a……………far politica ! Non si richiede curriculum per fare il Deputato il Senatore il Ministro . La pluricurriculata Dandini rivendicando dal suo spazietto televisivo ( Parla con me) la maestà l’ autorevolezza l’inderogabilità di un curriculum di prim’ordine (che i Ministri Gelmini Carfagna e la boopide Meloni certo non hanno) ha pateticamente riesumato il cadavere curriculum , pestifero e mortale solo per chi ce l’ha . Nell’itala Patria di Dante , del Dolce Stil Novo , di Verga e Pirandello , il curriculum è un talebano , un pericoloso terrorista nell’ <> sovraffollato dei senzacurriculo .
Emarginati ostracizzati banditi esiliati i multicurriculati sono la pecora nera di certa Politica che premia il Nulla e incorona regina l’ Ignoranza .I circensi del nulla non hanno bisogno di greco latino arte fisica storia letteratura , materie vecchie obsolete patetiche di quanti stupidi hanno speso tra le sudate carte il tempo primo di sé e la miglior parte ! di quanti riconoscono dalle prime sillabe gli Autori ,l’odore il sapore della Letteratura , o un pittore da un centimetro della sua tela , perché Vestali di un sapere virtuoso immanente che è vitamina e globulo rosso d’una vita . Materie indispensabili preziose( noi su queste materie siamo assolutamente impreparati )dei noncurriculati sono :Trapezismo politico , come cioè saltare da un partito all’ altro senza rompersi il collo, Windsurfismo pre e postelettorale , Asta intraelettorale .Ottimo , almeno ad anni alterni, un corso accelerato di perfezionamento sul Vaniloquio.
Tornando alla serietà dei non curriculati , che soli ascendono il Campidoglio , è moda dei nostri giorni , brutta modi dei nostri giorni , legittimare l’ignoranza dei “chiamati” dalla Politica ,a vario titolo, con la franchigia della <> , in virtù della quale un sindaco , un assessore tizio o caio , un ministro si circonda di sudditi e salda così debiti elettorali e altro .E quando il debito è grosso i “benefici fiduciari” si estendono dal singolo a tutta la famiglia , affini compresi .
Un rapporto fiduciario non può e non deve prescindere dalla certezza che il “beneficiario della fiducia” abbia tutti i requisiti per agire pro bono civitatis . Facciamo un glorioso esempio. Quando il grande tragediografo Eschilo di Eleusi( 525°.C. )fu invitato a Gela dal tiranno della Città ( 458 a.C circa) per rappresentare in teatro le sue tragedie aveva nel suo <>ben 90 drammi, oltre l’elegia <> ,scritta proprio per la battaglia omonima , e la permanenza alla corte del tiranno Gerone di Siracusa , poco dopo la fondazione della città Etna (476 a.C), in onore della quale aveva scritto il dramma Etnèe. Fu il curriculum di Eschilo motore dell’invito dei Tiranni di Siracusa e Gela , e il rapporto <> nacque proprio in virtù dell’ eccellenza del Poeta ampiamente dimostrata ratificata suffragata .
In nessuno poteva esserci il minimo dubbio sulla legittimità della <> di Eschilo , a Siracusa e poi a Gela , perché la fama meritatissima dei suoi drammi , il melos inconfondibile della sua Poesia ( Sette A Tebe , Persiani , Agamennone , Coefore , Eumenidi , Prometeo portatore di fuoco ,Prometeo incatenato, Prometeo liberato , Supplici Egizi Danaidi et ….et) lo precedevano ovunque andasse , a dimostrazione del fatto che passano i Tiranni , obliati da nuovi Tirannelli , mentre i grandi Poeti con grande curriculum imperituri restano eis aiei!
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Vito , morto a 17 anni a Rivoli , nel suo Liceo Scientifico, il Charles Darwin , sicuramente avrà letto in classe, col suo professore di latino, questo distico da un epigramma di Catullo .Ne avrà forse scandito metricamente i versi , endecasillabi faleci , alla ricerca delle sillabe brevi e lunghe, alla ricerca degli ictus, di quegli accenti cioè che trasformano un condominio di parole in melos , ritmos , Poesia . Avrà forse sul testo segnato piccole chiose , appunti ( giusto per compiacere il suo prof) sulla perifrastica passiva o sul neoterismo del Poeta , sul sanctum foedus dell’ Amore , su quella sacralità che Lesbia , la donna amata , infrange di continuo con tradimento , quasi una fisiologia di natura , un naturale svenarsi dell’onda contro la scogliera .Avrà ( magari senza dirlo al suo prof , per prudenza )coronato il suo cantore preferito .Non è Catullo , è Vasco, Vasco Rossi , fedele non ad una donna ma solo a una vita spericolata , mitica e spericolata , mitica perché spericolata .Una vita che non si racconta in epigrammi o elegie, ma si vive .Una vita in cui non c’è tempo per ricordi , non c’è tempo per rimpianti .Una vita d’ emozioni vissute come abbrivi , di progetti indomiti come quelle cavalle di Tracia di cui solo Eracle fu cavaliere per averne domato il dorso e il morso .
Vito è morto a 17 anni con la sua vita non spericolata , con la sua vita di liceale della provincia di Torino , col suo amore per la maglietta bianconera della Juventus , inseguita su Sky tra un teorema di matematica , una reazione chimica , l’elettrolisi fisica , e un epigramma di Catullo, forse. .Morto per un tubo di ghisa , pericolante tra soffitto e soffittatura , morto in quell’ intervallo che fa da spartiacque tra le noie scolastiche della prima mattinata e quelle della seconda che , in virtù dell’intervallo un panino un sms una sigaretta , sembrano persino più sopportabili, quasi umane .
Non è morto Vito per una tempesta di vento , non è morto per un “ictus” di quella Natura “ madre nel parto ma nel voler matrigna” che possa , in qualche modo , dare legittimazione all ‘illegittimo della sua morte , dare epos al miserabile realismo della sua morte .Non è morto per Tyche , per Fatum , per quell’ arcano misterioso insondabile Kratos che governa gli Uomini oltre ogni loro volontà , oltre ogni hybrica affermazione di onnipotenza .E’ morto di quotidiana malapolitica , di quella malapolitica che per liquidare un amministratore delegato , reo di disastri aziendali , fallimenti bancari , licenziamenti , spende milioni di euro , spende assai più di quanto si richieda nella regione Piemonte per verificare la sicurezza delle Scuole.
E’ morto Vito in quella Scuola che , dopo la casa , avrebbe dovuto essere il luogo più fidato , più sicuro , più garante per la sua vita fisica ,per la sua vita psicologica .Eppure il suo Liceo non ha garantito l’una né l’ altra .Di entrambe ignaro assassino .Tomba di un corpo giovane ,di un’ anima giovane .Mattanza di progetti desideri e di un futuro che Vito non conoscerà. , non scandirà come versi di Metrica latina . Morto nella sua Scuola con un piccolo passato un minimo presente e nessun futuro , sotto una pira di calcinacci e intonaco .Morto perché non era un metro in là o un metro in qua , dove altri ragazzi si sono salvati , in un’ aula scolastica dove accampa ,in ogni centimetro quadrato, il disinteresse dello Stato , l’indifferenza dello Stato e ,per converso, la libido rei publicae capiundae. .Oggi è tempo di doglia e condoglianze , di ricordi foto video canzoni , singhiozzate , più che cantate , col fiato grosso dell’ adolescenza tradita violata a Rivoli come a Palermo , a Milano come a Sarno , a Vicenza come a Scampia .Domani sarà tempo di <> istituzionale , domani sarà tempo di autodifesa .Organi di Controllo , Enti Locali , Dirigenza Scolastica , accomunati da un unico obiettivo , la difesa .
Sulla bara di Vito vorremmo vedere la ghirlanda del <> di Stato, un atto accusatorio e liberatorio , a un tempo , un atto di dignità che suoni come atto di dolore e richiesta di perdono a Vito , a suo padre, a sua madre , a quel presente che ha appena sfiorato col suo corpo minuto acerbo , a quel futuro che non guarderà in faccia coi suoi occhi colore delle foglie neonate , quando non ancora il sole le ha ferite del suo raggio .Quando non conoscono che il freddo della notte e la timida chiarìa dell’ alba . Un banco vuoto in classe , mazzi di fiori che appassiranno prima del suo funerale là dove con l’ evidenziatore o una penna a spirito lui o un altro ragazzo , magari della quarta G dell’ anno prima , ha scritto ,quasi bucando la formica del banco, non una terzina di Dante né un’ottava dell’ Ariosto ma <>
Quando il sacerdote d’ Apollo , Crise – il fero Agamennone teneva come sua concubina ,sulla spiaggia di Troia, la bella figlia Criseide – fu dall’ Atride cacciato via con disprezzo e senza quella figlia che insistentemente il vecchio padre richiedeva , il dio con frecce pestifere punì la tracotanza dell’eroe greco , sì che uomini e cavalli ne morissero di quella peste . Crise fu vendicato dal suo dio Apollo e Agamennone , pur riottoso ringhioso , dovette ridare al padre la figlia Criseide <> .
Ma chi vendica noi sventurati mortali , non sacerdoti , non chierici , solo uomini , rei di intelligenza , rei di curiositas , rei di decoro , noi che apostoli non fummo e non siamo di ignoranza , di fruttuosa superficialità , noi che soffriamo d’ <> , noi che , stolidi senza speranza , crediamo nella Potenza della Parola , nella Sovranità del Concetto , nella Maestà della Cultura ?
Come possiamo difenderci dalle migliaia di orrori grammaticali , sintattici , concettuali che in ogni salottino televisivo , sedicente politico , vengono scagliati da archi politici di prim’ordine! ( deputati , ministri dell’ultima sfornata governativa ) , a qualunque ora del giorno e della notte ? come salvarci dalla caprina suina bulimia verbale di politici che non rinunciano a suonare il tamburo dell’ignoranza né all’ alba né a notte fonda ? che non rinunciano a suonare la tromba della vanità nemmeno in quella prima mattina in cui ci piacerebbe tanto una parabola del Vangelo ? ma non erano un tempo fasce protette quelle della mattina ?
Chi avesse attacchi d’intolleranza acuta di fronte a concordanze aggettivi-sostantivi scannate , o avesse eruzioni d’orticaria per l’uso lazzarone del latino assassinato con citazioni , frutto d’ accattonaggio pericongressuale , in quale dio vindice può sperare ? forse in Apollo o in quelle Erinni assetate di sangue che perseguitarono Oreste , il matricida ? NO! Può solo sperare nella Satira !
Prima di fare una veloce incursione nel dna arcaico della moderna Satira , diciamo una volta per tutte ( non ne possiamo più!) il significato di PRUDERIE .Oggi , in auge per i gossippari reality , isolani o affratellati, questo sostantivo femminile francese viene defraudato del suo significato reale( moralismo ostentato ) e utilizzato col significato del tutto opposto ed estraneo – non accreditato da nulla se non dall’ignoranza peggiore di chi vuol dirsi dotto! – di pruriginoso , cioè maliziosamente stuzzicante .
Ora chi non sa , e nella Politica da <> sono in molti a non sapere , parli la lingua dei gesti , già abbondantemente in uso dagli spalti della Camera nelle votazioni più calde , soprattutto in quel gesto così familiare ai più ( non a noi) , per cui arcuando a falce pollice e indice di entrambe le mani , sì da comporre un cerchio , l’un deputato di destra dice all’un deputato di sinistra , o viceversa , <>, laddove Carlo Donat Cattin Berlinguer o Almirante avrebbero chiosato con citazioni dalle Catilinarie di Cicerone o dal De bello civili di Cesare . Gesti di quotidiana miseria , gesti d’di minacciosa povertà culturale , perché nulla è così minaccioso per il decoro e la civiltà quanto l’indigenza culturale .Purtroppo per l’ indigenza culturale non si può approntare , in quattro e quattr’otto , magari da appendere all’alberello di natale, la “cultural-social- card” da 40 congiuntivi al mese!
La Satira , genus letterario ,deriva da <>, prima e rudimentale rappresentazione “scenica” latina , fatta di danza mimo versi scherzosi motteggi e suon di flauto.Proprio la pluralità delle “ arti” suggerì il nome Satura , in quanto in latino <> era il piatto pieno di primizie , varie e diverse , che nelle cerimonie sacre veniva offerto agli dei.
Solo con Lucilio , poeta e cavaliere , nato nel 180 a.C. a Suessa Aurunca , al confine tra la Campania e il Lazio , la Satira cambia “pelle” , e diventa strumento di denuncia civile , di stigma morale , e soprattutto politico . Animata da “libido corrigendi mores” la Satira fu ed è arma pericolosissima contro chi crede di proteggersene con lo scudo del Potere , della minaccia, del <>
La Satira , culturalmente concepita , è la “parola” più geniale e convincente di una opposizione politica, è la sua alchimia, la sua virtus .Sicuramente non è di casa da noi la Satira , né a Roma né a Palermo . Insulti stricnine e cianuri politici , minacce velate palesi fuocofuocherello , sono strofa antistrofa ed epodo d’una politica carogna nel senso proprio, non metaforico, di cadavere . Là dove la Satira non dispieghi la Potenza della Parola sacra che dissacra , là la Società agonizza , moribonda , decerebrata e ,per di più, socialcardizzata ! O tempora o mores ………………..
Dopo la leggenda “omerica “ che consacra atridi e priamidi eroi , ninfe maghe e proci , è Esiodo il primo Autore che , da Ascra in Beozia, fine VIII secolo a. C , irrompe nella letteratura greca con l’ anagrafe aspra della vita , con la rabbia e il giambo dell’indignazione , con prometeico credo nella Giustizia . Per il poeta-.contadino Esiodo Dike , la Giustizia , è assai più che una norma etica , è una Divinità , divine sono le sue Leggi, indissolubile la Fede ( Le opere e i giorni ,Esiodo).
Oggi , dopo 2700 anni di Storia e storie , in piena Babele politica e morale , in universale diluvio di Civiltà , la Legalità è ,dunque, solo il cemento con cui saldare la pericolante piramide d ‘un carriera politico-economica oltre ogni <> , oltre ogni <> , oltre ogni <> ?!
La Legalità , piattoforte di convegni associazioni comizi elettorali premi onorificenze tavole rotonde e quadrate , è solo il sushi di moda ,si mangia e poi si vomita!? E’ quell’incipriata , quel cerone sulla verruca del Crimine e dell’ Illegale contro cui può solo il bisturi della Legge e del Tribunale?
L’ultimo , ma non ultimo ! , colpo di machete alla carotide della Legalità ( alludiamo alla cooperativa Agroverde di Gela , il cui indagato presidente Stefano Italiano , Vestale Alfiere Paladino di Legalità tanto da sedere nello scranno più alto dell’ associazione antiracket di Gela , secondo solo al suo Presidente Renzo Caponetti ) putroppo non stupisce né sconcerta i Cittadini , non quelli almeno in condizioni di distinguere una crosta da un Caravaggio! Quel che offende i Cittadini comuni , affamati di diritti e di Diritto , affamati di una Giustizia che va oltre quella umana dei Tribunali , lenta e spesso troppo conciliante , è che attorno alla Legalità , o meglio alla sua strumentalizzazione , s’è fatto quadrato e ora rischia di farsi CASTA.. Non tutti possono sperare in un Procuratore , quasi un Nume tutelare( profetico anche il suo cognome !), che come Sergio Lari , a capo della Procura di Caltanissetta , finissimo umanista , ha dato autorevolezza giuridica , sfraghìs di reato , a fatti e personaggi di cui non poco , e per intuito e per “facta concludentia” , a Gela si dubitava da tempo .Era insomma nella città il segreto di Pulcinella , almeno nella vox populi.
Il Procuratore Sergio Lari è stato , ci piace il linguaggio della metafora classica , provvido deus ex machina di una vicenda che solo apparentemente ha come epicentro la città di Gela . Se infatti la geografia della Cooperativa Agroverde indubbiamente rimanda al territorio di Gela , la più pericolosa “ geografia”, quella cresciuta negli ultimi anni come batteri in brodo di coltura , soprattutto al Sud , rimanda alla recitazione , alla drammatizzazione della Legalità come vaccino antiMagistrato e salvacondotto. Certo se dal profilo mediatico è spettacolare l’ immagine dello striscione <> , immagine che ha fatto il giro del mondo perché , come fosse l’ Ara Pacis , il Presidente della cooperativa Stefano Italiano e il sindaco di Gela Rosario Crocetta, nell’ amplesso di quello striscione accoglievano , solo un paio d’ anni fa a Gela , il Ministro dell’Interno Amato , sotto il profilo etico e sociale non lo è .
<> , infatti ! Si è solo cambiato l’ habitus ; si è , sempre mutuando il linguaggio classico , passati dallo zoccolo al coturno ! Lo strumento oggi più comune per l’illecito economico-poitico , stando ai fatti e ai dati delle Procure , è proprio l’ epinicio , l’osanna alla Legalità .Cartina di tornasole per discriminare la Legalità sacra dalla cosiddetta Legalità , profana e recitata , resta sempre quella Giustizia in Toga che è unica garanzia di Diritto per la Comunità .Il Procuratore Lari ha, quindi, fatto un grande regalo , sotto Natale , non solo ai cittadini di Gela ma a quanti cittadini nel Mondo , non pochi , credono nella Sophia della Legge , nella Virtus del Diritto .Questa certezza può essere , in tempi d’ annunciata recessione , arma di rinascita , economica e morale .
La Legalità , prima che valore giuridico , è valore sacro per la societas , aristotelicamente intesa .E’ quell’ esercizio al Bene , Comune e Supremo , che , al di là della retorica politica e contro ogni veniale retorica della Politica , solo garantisce dalla barbarie del delitto .E’ quel servire la Patria , giuridica e morale , che a Giulio Agricola, straordinario generale in Britannia , impone sempre e comunque fedeltà all’ Impero oltre ogni crudeltà , ogni imbecillità del suo imperatore , Domiziano , perché <> ,
La Legalità non ha scadenza , non può quindi essere né moda né di moda .La Legalità è per sempre , non ha bisogno di sbandieratori né di trombe, ma di fedeli servitori. La Legalità è nel Gesto , è nel Pensiero, e il Pensiero è una delle pochissime cose silenziose su questa rumorosa Terra..
Spacconi millantatori invasati , battesimati <> al fonte del dissacro, che dissacrando Dio consacra (in)“gloriosi milites” , eroi del niente che sembra tutto , della ciancia che tuona più di come tuonò il sommo Dio , Zeus il pluvio contro Prometeo che gli rubava il fuoco in una canna . “Non mi piace un grande generale , ben pettinato , fiero d’una chioma ricciuta , che annacandosi cammini , uno ne voglio piccoletto di statura , bene se ha le gambe storte , ma che sia saldo sui piedi e pieno di coraggio.” Così , tal Archiloco, mercenario e poeta , “tuonava” dissacrando, tra stupore e anatemi d’ aristocrazia , il Divino omerico-eroe. Noi , come il poeta che mendicava con la spada la pagnotta e il vino ismarico , in terra straniera ,barattando la vita per un soldo o meno , noi un dio minuto vogliamo , un dio che poco o nulla ingombri per icone stucchi e gessi , un dio di cui non chiacchieri il filosofo il teologo lo psicologo il filologo il poeta il chierico e il vescovo , un dio che faccia dell’ homo più gigante un nano, un dio che non dialoghi né mai patteggi, un dio che imponga celesti divine leggi su quelle umane e miserabili , un dio che non si dati <> , un dio che non sia in saldo , un dio che è sempre 3 anche se paghi 1 , un dio che non si candidi alla nazione né alla regione ma alla Ragione , un dio <>. Gli altri consoli il mio dio , non più me .Io sono già morta.
Che tristezza passare dalle Stelle alle …..serre , soprattutto quando sei in una terra d’ Arte Bellezza Cultura, come la Francia , soprattutto quando parli di Teatro , il tuo Teatro , con un genio della francese , Patrick Sommier , Direttore del prestigioso teatro “Bobigny “di Parigi che dal 30 gennaio 2009 manderà in scena la mia piece teatrale <> . Dopo il felice debutto al Teatro moderno di Napoli in aprile, protagonista e regista la superba attrice Licia Maglietta ( premio David di Donatello per il film Pane e Tulipani ) dopo ottimo consenso di pubblico e critica al Piccolo Teatro di Milano per tre settimane in novembre di quest’anno ( chi volesse troverà in Internet ogni documentata informazione) mi trovavo per problemi di traduzione in francese appunto con Patrick Sommier e il suo traduttore , un prof universitario della Normale di Pisa. Dalle Stelle dell’ Arte del Talento della Cultura , con un comunicato ansa, precipitiamo alle serre dell’agroverde gelese antirackettato , ai suoi pomodori ,ai suoi cetrioli , alle sue melanzane riciclanti denaro della mafia!, secondo l’ accusa dell’ acuto procuratore capo Sergio Lari. Nessun imbarazzo , né stupore .Da tempo in molti , non solo a Gela , avevano capito, azzardato ipotesi e l’ azzardo era stato ferocemente stigmatizzato come calunnia ! Ho spiegato al francese Patrick che a Gela da qualche anno funziona così :l’intelligenza , l’ acutezza se non sono a servizio di chi crede , o meglio ha creduto di comandare , diventano strumento di calunnia , strumento di eversione e , persino , di apostolato mafioso ! La Procura di Caltanissetta ci conforta almeno sul fatto che non fummo e non siamo calunniatori , solo persone oneste , magari col difetto dell’ onestà usque ad exitum vitae!
Il signor Italiano , Presidente dell’ Agroverde , sedeva da anni nello scranno più alto dell’ antiracket , se si esclude il presidente Renzino Caponetti .Non poche volte con il senatore Lumia , Tano Grasso , il Sindaco Crocetta , Don Ciotti e altre autorevoli gole antiracket , aveva dibattuto sui temi della Legalità , sì veementemente da trasformare il dibattito in crociata ! Oggi ,la gente comune , quella per intenderci che non ha gli strumenti né l’ intuito di un’ associazione antiracket , si chiede se sia possibile mai che , all’interno dell’ associazione , la mano destra ignorasse quello che faceva la sinistra ! Caro direttore , in attesa della più autorevole risposta della Procura di Caltanissetta , che nulla si farà sfuggire su quanto e quanti , vorrebbe azzardare Lei una risposta a questo amletico dubbio , prima che il “pasticciaccio” agroverdino geloò diventi la mia piece teatrale di maggior successo ?
Collasso coma fibrillazione elettroencefalogramma piatto artrosi bisturi sono termini non più esclusivi dell’ orbe medico , ma familiari sono a quella Politica che economicamente collassa fibrilla culturalmente anchilosa appaluda progettualmente sferruzza col bisturi , sfoltisce la spesa degli Enti pubblici più che duellare dartagnanicamente . Di tutte , in Sicilia, la sindrome più minacciosa , per gene non recessivo , ma dominante progressivo per aggressività e virulenza è quell’ autolesionismo culturale siciliano , quel karakiri ,costola della Politica siciliana , che arma al suicidio la Cultura isolana , rea di natività sicula , rea d’un inespiabile peccato originale la “siciliana” , peccato inespiabile se a questo si aggiunge la hybris di restare in Sicilia , residenti seppur inumati nelle latomie . Conosco bene e da vicino l’ argomento , perché rea di siculo gene e genio , mi sono letterariamente “de-diossinizzata “ al fonte letterario torinese ( Einaudi) milanese ( Rizzoli ) , in iperbariche domus culturali sabaudi e longobardi
Dal 334 a. C. lla primavera del 323 a. C ( il 10 giugno morirà nel palazzo di Nabucodonosor ) Alessandro assedia occupa conquista le maggiori città dell’ Asia Minore .Sardi Efeso Mileto Alicarnasso Iparna Xanto Faselide Perge Aspendo Side Telmesso Sagalasso. Poi è la volta di Biblo Sidone Tiro Gaza . In Egitto fonda Alessandria , ritorna in Fenicia , attraversa l’ Eufrate sopra un ponte di barche , Ninive Babilonia Susa et et fino a che lo ferma una volgare non eroica morte , muore di malaria a soli 33 anni . La conquista siciliana di Vittorio Sgarbi data recente ma si annuncia fragorosa fulminea almeno nelle intenzioni . Tenuto conto che i 33 li ha passati da un po’ ed è ancora vivo , in proporzione il Modenese potrebbe ancora raggiungere il Macedone.Indatti dal 1990 al 2008 , passando , ma solo per un fatto di par condicio , di egalitarismo , fulmineamente pindaricamente volando dalla liana del il Partito Comunista a quella della Democrazia cristiana , del Movimento Sociale del Partito Liberale del Radicale Forza Italia Poi L’unione , poi Lista Consumatori (2006) .Il 30 giugno 2008 eletto da UDC DC elista civica di Centro sindaco di Salemi .! ma la conquista della Sicilia data già 2004 con a conquistato meno di Alessandro Magno in territorio ma è stato impegnato in e con successo si è dedicato alla conquista Grande psicologo dell’ autolesionismo siculo è quel Vittorio Sgarbi , sindaco di Salemi che , forte del suo essere metèco in terra di Sicilia , dai mosaici di Piazza Armerina all’ Ave Maria Salemita a palazzo d’ Orleans …, compiuto conquiste degne di quell’ Alessandro il Macedone che la Storia battezzò Magno . Come Alessandro Vittorio è arrivato alle foci del Simeto del fiume Oreto , da fauno alle croste ( così dice ) della stanza del presidente dell’ Assemblea .Vittorio il Magno , grande pr di se stesso , acrobata della politica è l’esempio lampante di come l’autolesionismo culturale possa “ingrassare “ magnizzandoli meteci d’ogni dove .
Poiché 390 sono i comuni siciliani e secondo
Quando <> , or non c’è più! or si va a tasti di computer !, la morte di un uomo si annotava all’ anagrafe dei vivi con un segno orizzontale di penna sul suo nome .Il “taglio” della penna era , spesso , incerto titubante nella balbuzie dell’inchiostro , quasi la penna inceppasse sul minimo tratto .In realtà a inceppare era la paura inconfessata , forse ignota , di chi , addetto alla “cancellazione” , vedeva sotto un suo minimo miserabile gesto , appunto il taglio orizzontale , cancellarsi assai più che un nome , vedeva il cancellarsi di una Vita , un Uomo , la sua Storia, la sua Illusione di immortalità .Quasi “un omicidio” in cui l’ arma, la biro o la stilografica , paradossalmente era un oggetto innocuo familiare rassicurante . Quando a doversi cancellare era un nome conosciuto – il nome d’un amico , un compagno di scuola , un vicino di casa – il segno, ancor più lieve per l’inchiostro singhiozzante, manifestava la resistenza a negare , in quel gesto estremo e definitivo , la Morte .Oggi , nella più ecumenica e disumana globalizzazione ,anche il gesto all’ anagrafe dei Morti è globalizzato e disumano . Si preme un tasto sulla tastiera del pc e, da Trento a Marzamemi , da Tortona a Lampedusa , non resta traccia alcuna di un Uomo , di una Vita .
E’ per me “poetico” lo studio della semeiotica da biro pennino o stilografica sui vecchi registri anagrafici di paese, l’ adfectus , tra filologico ed etnoantropologico , di un segno nero sotto cui si poteva ancora leggere senza sforzo il nome , di un segno non definitivo che assecondava l’ amaca tra Morte e Vita , quell ‘incertezza di morte che non poteva però dirsi certezza di vita .
Quel che nel Verso dei Grandi ci appare nella sua esibita lapidaria Potenza – penso ad Antigone sofoclea ,condannata a morte giovinetta solo per avere onorato con la sepoltura il fratello Polinice ( <> ; penso a Evadne , Le Supplici –Euripide , che si uccide sulla pira del giovane sposo (<> ) , a Polissena euripidea ( <>), nella tragedia Ecuba, – non meno potente , solo più ascoso recondito pudico , denuncia il Segno di una biro , di un pennino a condizione che si abbia Anima a seguirne le titubanze le strozzature , persino , il dolore , la rabbia sui tre centimetri che impegnano sulla carta un Nome e un Cognome .
Per chi vivrà questo Natale con il peso insopportabile di un lutto che scuce la pelle dall’ osso , che non ti fa vivere né ti fa morire , con un cuore che più non batte ma esplode nella gabbia del petto , ho un pensiero speciale , non mio .I miei sono pensieri comuni , che ustionano senza scaldare , senza quella oraziana metriòtes che è dell’ anima il depuratore , che è del Pensiero il filtro . Offro un dolore antico in Versi, un dolore di Padri e Madri che perdettero figli , adolescenti o poco più che bambini, un dolore di giovani spose ,morte di parto, ma vive ancora nella potenza della lapide .Sono poesie greche d’età ellenistica ( Antologia Palatina , sez funebre) ;epigrammi brevi nel verso , per lo più 4-6-8 versi , ma infiniti nel ricordo nella nostalgia nel dolore del lutto che la corsa del Tempo non divora .Offro ,nella voce di questi Poeti, la migliore consolatio , quella per cui non ha colore di pelle il lutto , non ha geografie il lutto , non ha calendari il lutto .
<> ( Callimaco) ; <>( Eraclito); <>. Ora parli solo il Silenzio.
Medesima è la lezione del Mito e della Storia Antica : chi sbaglia paga .Paga con la sua stessa vita quell’ Aiace , granitico errore sofocleo che , defraudato delle armi di Achille a vantaggio di Ulisse , tenta di vendicarsi degli Atridi facendone strage .La dea Atena , per proteggere i suoi Achei , lo fa impazzire e Aiace ,pensando di uccidere eroi , in realtà uccide un gregge di pecore .Non sopravvive Aiace allo scempio delle pecore , all’ignomia della strage non umana e , seppur incolpevole , si punisce con la punizione più esemplare , il suicidio .Non varranno a dissuaderlo la schiava concubina Tecmessa , né il figlioletto avuto da lei , né i venerandi genitori .Si uccide Aiace alla ricerca dell’ onore perduto , del kleos di una vita , contaminato dalla ridicola strage ovina , si uccide facendosi trafiggere dalla sua stessa spada , compagna d’ eroismo e Morte .
Anno 508 a.C , mentre Roma è sotto l’ assedio degli Etruschi , un aristocratico Muzio Cordo , poi soprannominato Scevola ( mancino) si punisce lasciando lentamente bruciare su fuoco quella sua mano destra , rea d’ avere ucciso non il re etrusco Porsenna ma solo il suo segretario .Un’integrità e una fermezza , quelle di Muzio , che possono essere ristabilite solo dopo un gesto estremo , contro se stesso consumato , la menomazione di un braccio , la sottrazione di una parte del corpo a perenne memoria dell’errore .
Infiniti esempi si possono ricordare , e nel Mito e nella Storia , di Uomini educati all’ Onore , alla Probitas , alla Fortitudo , alla Virtus , per i quali la sopravvivenza al disonore sarebbe stato solo sofferenza , umiliazione , infedeltà ai valori di una vita .Infiniti esempi si possono ricordare , nei nostri miserrimi giorni , di politici non educati alla Virtus , ma neanche a quel buonsenso che fa capire quand’è tempo di scomparire , di retrocedere , di dimettersi , di abdicare . Abdicare è la parola giusta , perché “dimettersi “ è percepito come atto d’ abdicazione al trono del Potere che dà privilegi , sopra e sottobanco , solo fino a quando ci stai seduto platealmente, coram populo .Fino a quando puoi dire alla corte dei clientes , prostrati per la salutatio matutina e vespertina , “ ci penso io …me la vedo io …garantisco” !
Quando <> – e i Segretari di partito avevano autorevolezza , riconosciuta non da un’ accozzaglia di voti pre-sommati, ma da Personalità , Eclettismo culturale , Magnanimità , Lungimiranza politica – l’ ordine di dimettersi , sussurrato all’interno delle segreterie di Partito , non veltronianamente sgolato implorato ,era indiscutibile indifferibile .Un avviso di garanzia , senza che si arrivasse al rinvio a giudizio , era elemento sufficiente per decorose dovute inevitabili dimissioni . Perché Bassolino , travolto dalla <> campana , perché la Rosa Russo Jervolino travolta da assessorite napoletana , perché il Senatore PD Riccardo Villari , per caso presidente di Vigilanza della Rai , travolto da libido RAI capiundae , disubbidiscono agli ordini di Veltroni e restano cuciti alle poltrone come passamaneria o imbottitura ? non sarà perché oggi un Partito è solo il brodo di coltura ove fare crescere e moltiplicare i batteri del proprio interesse privato ? o un pascolo ove far pascolare le vacche fino a quando c’è un po’ d’erba e poi transumare nel pascolo vicino , né più né meno come le mandrie dei bovini a tempo di transumanza ?
Transumare col proprio “bestiame” da un partito all’ altro è facile come salire e scendere da un bus , tradire i compagni di partito non è disonorevole in quanto tutti , prima o poi , sono o sono stati o saranno politicamente “cornuti”.Fa curriculum la spregiudicatezza partitica , l’ignoranza politica , il sabotaggio degli avversari , e i più spregiudicati , meglio , meglio assai se pregiudicati , sono ambitissimi .Per loro il cursus honorum è velocissimo , e senza ostacolo fino a quando ………non trovano una Procura che ci vede con tutti e due gli ………occhi! Disposta a non chiuderne mezzo! Napoli Pescara non sono affatto casi eccezionali o isolati nella Penisola , a renderli eccezionali è quella Legge il cui strumento ( divino!) la Procura fa istologie di illecito che , se perseguito , ipso iure produce una bonifica morale nel e del territorio .
Se Veltroni non riesce a ordinare ai suoi di dimettersi , gli ordini almeno di tagliarsi la lingua che , se per i più è del tutto superflua , per la Russo Iervolino e i suoi acuti , è proprio una tragedia !
Con accanimento, ragazza di liceo , ascoltavo per settimane lo stesso 45 giri , di Battisti per lo più o De Andrè , monodici cantori , geniali menestrelli di una gioventù , nient’ affatto bruciata, ma che bruciare voleva -in un <> , sulle note di un <> , non libertino ma libertario – secolari tabù architetture mafiose costruite sul cemento armato dell’immobilismo , della palude politica da <> . Ascoltavo i miei 45 di vinile su giradischi , oggetto oggi sconosciuto ai giovani, da oltre trent’ anni desaparesido, rastrellato dalla illusione fatale di far posto a una Vita Nova facendo posto al Nuovo tecnologico ( lettore mp3 , internet ), introvabile se non in qualche mercatino delle pulci tra gli oggetti poveri , indesiderati , che si possono portar via per qualche euro .
Con pari accanimento leggevo e leggo , fino allo sfinimento , alla ricerca del Pensiero perduto , dell’ Intelligenza perduta , lo Zibaldone di Giacomo Leopardi , le sue Operette Morali , con una terpsis , negli anni, non mai scemata , ma lievitata levitata cresciuta accresciuta . Perché, si chiederà qualche lettore , proprio lo Zibaldone , I Pensieri , le Operette Morali di Giacomo , più che l’insuperato Verso degli Idilli ? perché la Poesia è creatura indipendente , affrancata da qualsiasi giogo , foss’anche metrico e strofico ; la Poesia è come la religione , al di là del Dotto e del Colto , al di là persino della Coscienza , e del Pensiero . Anzi , più la Poesia corre nella direzione dell’ Emotivo più si rivendica , più rivendica la sua totale autarchia .Io , invece , volevo e voglio , il Pensiero , sono bulimica di Pensiero .E Leopardi è uno che pensa in un oggi-Contemporaneo , orfano di Pensiero .Leopardi è grande filosofo della quotidianità, filosofo non ex cathedra ma ex Anima , esattamente come quel Seneca , pedagogo di Nerone , le cui Lettere a Lucilio sono furono e restaranno sul mio comodino. Interlocutrici d’insonnia delusione insoddisfazione alla ricerca d’un Sanatorio universale perché il Mondo intero , spesso senza averne presagio né contezza , è malato d’ aegritudo , di quel maldesistere che necessita solo d’un Sanatorio dell’ Anima. Io mi sano con Leopardi , Baudelaire , Dante , Sofocle , Asclepiade di Samo , Rufino , Tintoretto Piero della Francesca et et .
Siamo alla vigilia del nuovo Anno , si sprecheranno i desiderata per il 2009 , la cui realizzazione stolidamente ingenuamente si chiede all’oroscopo , alle costellazioni , ai fondi di caffè , alle carte .Nessuno guarda nei fondi di se stesso , nessuno ricorda di esser di poter essere di dover essere <> della propria Vita , demiurgo di quello scampolo di Vita Nova che si pensa salvifico d’ogni malanno , d’ogni disperazione , sempre e solo Sotèr .
Nell’ estate del 1827 a Firenze questo era il pensiero del Leopardi ( Zibaldone, 4283 ) che offro come augurio , pur se ha sapore di sconforto – ma quando mai la Verità non ha questo sapore ? – ai nostri lettori , che non sono pochi , che con noi dividono l’ ansia per il presente , l’ Amore per il Passato , glorioso d’ Arte Probità Virtù , privata e Pubblica .
<>. Quando Leopardi scrive questo pensiero ( zigote letterario dell’ operetta morale <>) , è poco più che un ragazzo , è un ragazzo di 29 anni e , se fosse arrivato a vecchiezza – non ci arrivò , moriva solo dieci anni dopo nel 1837-probabilmente avrebbe corretto il concetto che nessuno vuol rifare la vita passata .Noi , che da un pezzo abbiamo già lasciata gioventù e molte “lune “ abbiamo visto su questa Terra e non temiamo le Parche , con Pensiero diciamo che chi , per generosità o scelleratezza altrui , sostenuto da gran curriculum del Nulla o di Delitto , corruzione peculato concorso alla mafia , si è ritrovato sindaco deputato senatore ministro della Nostra Repubblica , tornerebbe subito a rivivere la vita passata , fatta di agi e priviligi , frutto di scippo a chi ha meritato e non avuto, a chi ha seminato e non ha raccolto . A fronte di pochi scippatori , satolli e millantatori , molti gli scippati , cui il Merito e l’ Eccellenza del Sapere e della Morale sono stati nemici , anzi carnefici ! Cosa chiedere quindi all’ anno che verrà , sicuro clone di quello che congediamo ? che per esempio quel che non può il Pensiero il Merito la Giustizia lo possa qualche osso di tacchino che , di traverso in gola , faccia a qualcuno vomitare se non i peccati di una vita , almeno il banchetto di una Notte , caviale e lenticchie comprese !
In cauda venenum , recita un vecchio adagio latino .In cauda ………Sicilia ! recita la neonata classifica delle province italiane , stilata da Il Sole 24ore sul “solfeggio” la vivibilità . All’ ultimo ,meritatissimo posto, la provincia di Caltanissetta , che , quasi per contrappasso di vecchie mai sanate ostilità con Gela , è da undici anni “ usucapita “ da presidenti gelesi . Dal 1998 al 2008 tal Filippo Collura , oggi desaparecido , di cui non si ricordano meritorie gesta amministrative ( si guardino le classifiche di quegli anni!), ma solo esangui verbose chiacchiere e scatti d’ira . Non l’ira funesta del divino Achille ,che ispirò il celeberrimo cantami o diva , ma ira da prolasso nervoso , da incontinenza contro quegli “animali” della sua corte che , a suo dire , gattoni-jattùna (cit.testuale) ben satolli scalciavano non da gatti ma da muli! Oggi a presiedere la Provincia è ancora un gelese ,Pino Federico , sicuramente più simpatico genuino ruspante del primo e ,soprattutto, di miglior colorito, non itterico a vedersi . Temiamo , però , che oltre la simpatia e il colorito non si vada, perché il suo augurio di fine anno , stitico linguisticamente ma soprattutto intellettualmente, più ci è sembrato un’estrazione di numeri al lotto , al di là delle buone intenzioni! Si potrebbe andare oltre l’ultimo posto ,con la cancellazione totale della Provincia di Caltanissetta dalla cartina geografica , una deiezione magari , una evacuazione o uno sprofondamento intrainferico , come già accaduto all’isola ferdinandea !
Cosa rende invivibili inospitali indesiderabili a chi ci vive e a chi potrebbe viverci , anche solo da turista, le province siciliane ? Certo non è la Natura che ,con tachicardia d’onde , carvaggismi di tramonti , rugge per petto di Vulcano , intenerisce per pianto di Scilla e Cariddi , violate creature , d’ acqua incatenate, sotto Lo Stretto . Certo non è la Mafia , sempre più mitologia di leggenda , sempre più souvenir di quel folclore che è cancrena agli “arti” dell’ Isola ! Oggi più manipolo di balordi che mafia , almeno quella fatale mafia contro cui ,senza retorica di trombe e senza marcette , spesso con fondato timore di fuoco amico ,senza tentennamenti, pur dilaniati tra il dovere di Padre e il Dovere di Magistrato, combatterono Veri Uomini , la cui lapide eis aiei è scolpita oltre la vita nell’ Anima di quanti , Cittadini di Dike , onorano la Virtù dell’ Eccellenza e l’ Eccellenza della Virtù .
Non è la mafia quindi a rendere invivibile, oggi, una città siciliana . Città come Gela, nella quale risiedo solamente , Caltanissetta o Agrigento , fossero popolate da suore Orsoline ,o da vestali dell’ Ara Pacis , ignare di “stiddari”, sarebbero ugualmente ultime in classifica perché nulla mai si è fatto contro la Mafia dell’ Ignoranza , del Degrado , dell’ Indigenza , della Disoccupazione . Il motore dell’ Economia Siciliana , il suo patrimonio archeologico- artistico, è sotto gli occhi di tutti un motore spento …….senza benzina , motore arrugginito ! fonte di ulteriore debito per la Regione . Anfiteatri teatri odeon chiese basiliche affreschi tele edicole solo <> da manutenere , che non producono ricchezza , perché spesso sconosciute a chi , per Istituzione , dovrebbe esserne volano di promozione. Beni ingodibili ,condannati alla clausura delle catene ,alla devastazione di muschi licheni randagi , all’ergastolo dell’ Ottusità !
E’ cancro terminale la leucemia Culturale in Sicilia e se la coraggiosa metabolè , innescata da un presidente hypsofilo come Lombardo, non dovesse considerare , in modo pandemico e primario , l’ educazione alla Cultura , nessun Ponte sullo Stretto impedirà alla Sicilia il disonore dell’Invivibilità! Per Cultura non intendiamo certo la quantificazione dei titoli di studio che , da almeno 40 anni , nel pubblico e nel privato, non si negano ad alcuno , solo che respiri e che sia vivo per l’ anagrafe !
Perché la Cultura in Sicilia non continui ad essere la protesi dello sciancato , paghi la Politica siciliana la tassa alla Cultura , non sia eternamente evasore ! La Cultura , quella per cui si è Città non barbare ma in unzione di Civiltà , non ha un catasto una particella un foglio un volume una massa . Eppure è , potenzialmente , oltre ogni ipotesi , magico Catasto di Ricchezza .
Una canzone della Bertè recitava <>; varrà per il resto d’Italia , non a Gela , provincia di Caltanissetta , dove il Mare è sempre fatalmente di moda , sempre affollato anche d’ inverno con la gelata , perché a Mare ci si lava ,perché il Mare è supplente generoso dell’ acqua che non c’è ! e ,se c’è, è inutilizzabile per qualsiasi uso che non sia lo sciacquone del cesso ! i più fortunati , che hanno casa in altra provincia, fanno pendolarismo ………..igienico alla ricerca del bidet agognato , della doccia disiata! Cultura è seduzione .Chi dovrebbe trovare seducente , nel significato latino del termine di “attrazione” , una provincia senza lavoro senz’ acqua senza igiene senza strade , e se qualcuna viene completata , trent’anni dopo l’incipit , ( docet la Caltanissetta-Gela) è già vecchia , inadatta , già da smantellare ! Cultura è Pensiero prima che Progetto ; deteriorabili sono i progetti, ad tempus ; solo il Pensiero , talento di Pochi , non deteriora mai!
<>.Non è un nostro neologismo , uno di quei neologismi cui ci abbandoniamo , di quando in quando, più a risarcire il lettore ,che noi medesimi , dalla untuosa sciatteria della lingua italiana , specialmente di quella che immiserisce , sempre più, la carta stampata , quotidiani settimanali mensili ,senza eccezione di bandiera politica .Esattamente come in Politica , in cui Destra Sinistra e il Centr-ino sono ormai indistinguibili per questione (im)-morale pasticciacci intercettazioni innominabili di figli e di padri , quasi un dna familiare , un genotipo karactèr-izzante , da padre in figli !. Indistinguibili anche per quella geografia , Nord -Sud , che una volta faceva la differenza e politicamente culturalmente e civilmente <> il Sud , lasciando emorragica , mai seriamente affrontata , la <> .Oggi è par condicio , tutta la Penisola Italia, isole e isolette comprese , è <> di tangenti , intrallazzi, corsie preferenziali , senza limite di velocità per chi , indisturbato, im-multato ci corre spavaldamente hybricamente !
Glossalgia è una di quelle parole greche , d’uso raro che , se nel tragediografo Euripide ( Medea , Andromaca ) ha significato di <> , in Luciano ( scrittore- filosofo del II d. C) ha significato opposto di <> mutismo ; significato cui rimanda la composizione della parola in greco( glossa = lingua, algia = dolore sofferenza) .
Impazza in tutta la Penisola , senza distinzione di sesso razza religione età altezza peso corporeo metabolismo , la glossalgia , nel significato di logorrea .Ci salvano un po’ gli extracomunitari , ma sono se siano appena sbarcati e giusto perché non conoscono l’ italiano . Dopo qualche settimana, anche gli immigrati , contagiati da glossalgia , da incontinenza logorroica, organizzano conferenze- stampa , invocano telecamere e microfoni, fanno proclami , ingiunzioni , ultimatum , esattamente come i peninsulari e gli insulari indigeni . Siamo in presenza di una epidemia spaventosa , più della la stessa influenza Australiana ( chi l’ ha vista?) ,su cui contavamo proprio tanto per goderci , almeno per qualche settimana , l’ altro tipo di glossalgia , il silenzio , il silenzio assoluto .
Dalle influenze ci salvano i vaccini , ma chi può salvarci dalla logorrea che dilaga più della gonorrea che ,negli anni Cinquanta, fu “lettera scarlatta “, marchio di ignominia per quanti ne furono contagiati da trasmissione sessuale , condicio indispensabile .La logorrea , invece ,è anche autogenetica , si riproduce , quindi , anche in assenza di contagio ,e non produce immunità..Il “gene ” latita dorme anche per anni , salvo poi il risveglio della <> !
Avesse taciuto quella Rosa Russo Iervolino che è riuscita (incredibile dictu !) a trasformare il solito feuilleton malaffaristico in qualcosa di assai più politicamente mortale : la Farsa ! Mettere in piedi , anzi in stampelle, una Giunta in cui i nuovi assessori sono 6 tenici , assolutamente estranei alla Politica ! e per questo , assicura la Rosa , garanzia di onestà al Comune di Napoli, è per il PD una waterloo , assai più fatale della condotta illecita presunta dei suoi assessori , su cui tre gradi di giudizio e tre sentenze! dovranno pronunciarsi . Si poteva , quindi sperare , nella dimenticanza , nell’oblio dei pachidermici tempi processuali. Invece no ! La Iervolino , in-tronando i 6 , oggi quindi ben in-tronati , ha già dato “sentenza” passata in giudicato .La sentenza è che l’Onestà viene solo dalla Non Politica .Avesse Veltroni per tempo provveduto a de-glossizzare la Iervolino,prima che la settantunenne irriducibile Rosa pronunciasse sentenza d’ ergastolo morale al PD napoletano della sua Giunta e oltre!
La Russo Iervolino sarà pensionata di lusso ; non ha motivo di temere , quindi , quella pensione che mai la vedrà social-card-izzata alla cassa di un supermercato, ma confortata da quegli infiniti privilegi che, usque ad exitum vitae, accompagnano quanti hanno , spesso immeritatamente , rivestito ruoli apicali . Ruoli con compensi e indennità secondi solo a quelli dello sceicco omanita che , di passaggio a Palermo, di un imperdonabile concerto bandistico e di un altrettanto imperdonabile rolex ( già dato in beneficenza ) ,più che della sua presenza , fece dono alla Città e al suo Presidente Lombardo , che asseconda vocazioni georgico- virgiliane , non feticistico-trimalchionesche.
Intanto , mentre Veltroni disperato fa il cassiere delle parole, in contanti e spiccioli, della glossalgiaca Rosa Russo , il Presidente Berlusconi, dopo lunga stagione logorroica , studia la brevitas ,Cesare e il suo biografo Plutarco . Emulo di quel geniale condottiero che solo con tre perfetti indicativi , senza fronzoli né vanterie, annunciava la fulminea vittoria (2 agosto 47 a.C , Zela nel Ponto) contro Farnace II ( Plutarco , Vita di Cesare) , dalle Alpi a Lampedusa , su tutta la Penisola ha messo le sue insegne , solo con un parsimonioso asindetico cesariano <>!
<>!, Montenero , 29 -12-2008.Con l’ ammissione di questo reato, che potremmo chiamare reato di prole , Cristiano Di Pietro si dimette dall’ Italia dei Valori , ma pur provato, pur amareggiato , il corpulento rubizzo primogenito di Di Pietro senior , resta ben saldo alla poltroncina di consigliere provinciale di Campobasso! A cotanto sacrificio lo spinge quell’indefesso amore per la res Publica , più forse considerata “res familiaris “(bene di famiglia) – alla stregua di un’azienda agricola o un caseificio – che “res populi “ ( bene di tutti ) , come quel Cicerone che di Res publica visse e morì , con la gola squarciata dai sicari d’ Antonio , sulla strada per Formia , la notte tra l’otto e il sette dicembre del 43 a.C .
Non corre pericoli la gola di Cristiano , non teme lama la sua giugulare , se si esclude il rasoio quando zigzaghia sul suo faccione , tra pizzetto e baffi, soprattutto se , mentre si rade con la mano destra , con la sinistra al cellulare si rade …..la reputazione ! e , intercettato dalla Procura di Napoli , viene indagato per reato di corruzione , turbativa d’ asta e abuso d’ufficio nell’ ambito dell’inchiesta sugli <> .
Quasi in preda ad un edipico complesso – ma conoscerà il ragazzotto la storia di Edipo e del padre Laio, coi relativi duellanti psicoanalitici complessi di Edipo e Laio ? – Cristiano accusa testualmente il padre d’ averlo generato col peccato originario di <>, quasi un gene del dna , prenatale e inevitabile , trasmesso in virtù di concepimento!
Nella lettera , inqualificabile sotto qualsiasi aspetto –emorroidale la sintassi , epilettiche le affermazioni , spastica la punteggiatura – l’unico gene per la cui trasmissione sia inconfutabilmente colpevole Tonino è quella lingua ital-fescenninica che , sola , ci fa dire <>!
Ma c’è di più, Cristiano figlio rivendica quell’ossequio alla Legalità – ( più da sbandieratore forse che da crociato ?) – <> si legge testualmente nella medesima epistola , quasi Vestale di quella Lex di cui Tonino padre si autoproclama Pontifex maximus !
Di Pietro senior e junior , dunque , per facta concludentia , avrebbero assai più di un gene in comune . Poiché sconosciamo le virtù oratorie del figlio – quando comizia , “orator” nel Consiglio della Provincia di Campobasso – mentre già pienamente appagati siamo e fummo da quelle del padre , non sappiamo se la dipietrina prole abbia ereditato dal Padre anche l’ anacoluto ! quell’ anacoluto che solenne sta sulla lingua di Tonino come la corona sulla testa d’ un imperatore romano!
Se anche si dimostrasse colpevole Cristiano, colpevole del reato di prole , potrà Tonino padre pur sempre legittimare la Legalità della diversità del figlio ,chiamando in soccorso quell’ Alighieri Dante che , se non fu per lui maestro di bello stile , fu di certo profeta , con le terzine incatenate della Divina Commedia , del suo futuro di Pubblico Ministero, catenofilo e processofilo , almeno quanto quel Filocleone – personaggio de <> del poeta comico ateniese Aristofane – che finì col processare il suo cane per aver rubato un pezzo del suo formaggio !
Si consoli Di Pietro padre per la diversità di quel suo figlio indagato , che certo non poco gli rosicchia il fegato con la sua “leggerezza”, e la sua parresia orale e scritta ! E’ fatto comune che i figli non somiglino ai padri , si consoli , dunque , che capitò anche a Carlo II d ’ Angiò , detto lo zoppo , re di Napoli e re titolare di Sicilia ! col figlio Roberto .
Sarà proprio Carlo Martello , figlio di Carlo II e di Maria Arpad d’ Ungheria , fratello di Roberto , a spiegare le ragioni per cui i figli non somigliano affatto ai padri , anche nel caso che eccellenti siano stati per virtù .Dante incontra Carlo Martello in Paradiso , nel terzo Cielo, il Cielo di Venere; l ’indole del figlio , spiega Carlo Martello, sarebbe sempre identica a quella del padre , se non intervenisse la Provvidenza Divina. Poiché per la convivenza civile occorrono compiti e ruoli diversi e molteplici, Dio provvede in modo tale che diversificata sia l’indole degli uomini , atta a soddisfare la diversità delle mansioni della vita sociale.
Quando un padre , popolare per ruolo politico , subisce l’imbarazzo creato dal figlio nell’ esercizio di funzioni istituzionali e per comportamenti , presunti reati , che duellano con la Morale – prima virtus di chi ,a vario titolo, rappresenta la res publica – non c’è che una strada :il Silenzio , almeno per la skenè sociale . Per la skenè privata il padre può abbandonarsi a qualsiasi comportamento , se fortemente mosso dall’ adfectus patris , al di là della colpevolezza , oltre lo steccato del reato , oltre ogni giudizio , oltre il ridicolo e il patetico.
Il Tempo attuale , tempo di Seconda Repubblica , è tempo corruttore della memoria dei Grandi Uomini della vituperata , oggi rimpianta , Prima Repubblica . Furono , quelli , Uomini degni di un <> , uomini educati all’ aretè dalla lettura di Platone Aristotele Cicerone (che meraviglia di virtù politica e morale il suo Somnium Scipionis !). Ricordiamo agli smemorati quel Carlo Donat Cattin , straordinario intellettuale e Politico della Prima Repubblica che , di fronte a imbarazzanti itinerari “ politico-sovversivi” del figlio , scelse la dignità , la venustà del silenzio assoluto per l’ agorà pubblica , riservando all’intimità della sua casa , al penetrale dei suoi pensieri , l’insanabile dolore il pianto e il muto grido di Padre.
C’è stata , non c’è , non ci sarà mai più ,o forse ci sarà ! Non è un rompicapo, un enigma per la cui soluzione scomodare Edipo del Mito , quel figlio di Laio , che sciogliendo l’enigma della Sfinge – <> -liberò la città di Tebe dal sacrificio di giovinetti , uccisi come pasto-tributo al mostro .
C’è stata solo per sei mesi , un miraggio , un ‘illusione ottica , la creazione d’un romanziere ? No , il parto di Madrenatura tra ruggito di mare in tempesta e ululati d’onda , rutti di lava e sfregi d’ acqua .Quattro chilometri e mezzo di superficie , 70 metri d’altezza , feroce e spaventosa come una geometria dantesca , con lingue di fuoco come una mitologica Idra , aspra deserta senz’orma d’uomo .Tra Sciacca e Pantelleria , un ‘Isola fu , per 180 giorni d’ almanacco , più trine di lava , più prodigio di Natura , quasi una sfida a Dio o forse “documento” di Dio . Indimenticato, indimenticabile , figlia d’un terremoto , figlia della rabbia di Poseidone , il Mare , che di tutte partorì la creatura più perfetta ,l’isola Ferdinandea o Iulia chiamata o Secca del Corallo. L’ isola che non ebbe tempo d’invecchiare di contaminare d’intristire d’imputridire d’ ammorbare come l’ Isola grande , che le muore al fianco , la Sicilia .
L’Isola che restò , sogno nel sogno , l’ Isola che , morendo giovinetta, prima di conoscere vecchiezza e ferocia , non s’abbrutì d’ ecomostri , né fu crocifissa a pale eoliche , non seppellì cadaveri tunisini magrebini ,di vecchi e di bambini , bianchi e neri , indistinguibili nel livido colore della morte in mare, né vomitò ,tra fiore d’alga ,corsari e assassini , né costruì galere d’ “accoglienza” con spaccio d’ acqua e coca(-ina).
Bella perché non visse , bella perché morì senza delitto , fiordo di Mito che non muore mai per chi rimembra l’odor di lava sepolta nell’onda sicana , l’incanto d’un catasto magico che ha superfici di Poesia e Canto . Isola senza clienti e clientele come vorremmo l’Isola grande , la Sicilia che non morì per tempo e invecchiò in un catasto sfatto , purulento , tra stupore e agonia di bellezze arabe greche indigene o normanne .Poco importa la geografia , è la Bellezza patria della Bellezza. Antenati o eredi hanno nel sangue il Bello che non perisce che non ammorba che non dilegua .Mai.
Ci perdoni il lettore se la facciamo lunga , se non ci riesce di dir quel che vorremmo, e indugiamo mentr’è già tempo di fine , tempo di fuga , tempo di clessidra che conta le battute , una ad una .
Ci proviamo dunque , ma il salto è troppo , più simile a suicidio , al salto in Mare di Saffo innamorata che il bel Faone , giovine e superbo, fugge .E’ brutta storia , storia comune , storia di Sicilia , storia già sentita di conti che non tornano , di bilanci superfetati abortiti accecati rinnegati , di esposti e di denunce . E’ storia di una Fondazione( tra tante) , la Federico II, “ parto “ della Regione Siciliana ( legge n 44,1996) <>! La Cultura non nasce per decreto , e senza entrare nel merito di nuove e vecchie presidenze , di denunce e di discolpe, di reati veri o presunti , di <>( Pirandello!) di registri sociali e libri contabili , di un organico di 40 persone!!! già due anni fa ( a far che?) , di un incremento di spesa per il personale di ben 650.000,00 solo in un anno – dai 99.503, 00 nel 2005 ai 744, 319 del 2006 – ( altro che moltiplicazione di pani e pesci !) , per non parlare dell’INVISIBILITA’ culturale della Fondazione Federico II , dei suoi eventi, pretestuosi insignificanti, del suo insignificante pessimo cartaceo , contrabbandato per Pubblicazioni !
Non ha bisogno di questi <> la Sicilia !, conosciuta già molti secoli prima di Cristo per Cultura Bellezza Decoro ! Non c’è bisogno di questo e altri mammiferi da spremitura per bonificare l’immagine dell’ Isola , sfregiata da collasso etico , infarto economico , da leucemia di politèia aristotelica , da emorragie fatali a danno del Turismo, dell’ Autonomia dello Statuto( che opera contro se stesso!!!) , e dell’ Onore. Per risanare gli sfregi alla Sicilia si cominci con l’ abbattere questo mammifero , vecchio maleodorante e già spremuto , prima che lo abbatta la Procura della Repubblica , dov’è finito agonizzante,solo qualche giorno fa, per un esposto-denuncia !! . Lo si abbatta senza esitazione , senza indugio ,come si abbattono i capi di bestiame infetti da mucca pazza o brucellosi . Alla Sicilia occorre una Politica Prometeica , senza tentennamenti , che usi , al momento giusto e prima che lo faccia la Magistratura , la scimitarra sulla giugulare di enti istituzioni fondazioni accademie e simili “fantasmi- vampiri” ; fecondazioni “in vitro “ , pensate più per una spremitura da stalla , che da Regione ! La chirurgia plastica , che volesse risanare gli sfregi dell’ Isola , deve operare sul visibile-fanès non sull’ invisibile-afanès . Strade , servizi , parcheggi , treni , mense , alloggi popolari , tanto per cominciare , e un’ obesa Sanità , che va immediatamente liberata a colpi d’ accetta (altro che consenso!) e restituita all’ Eccellenza della buona Medicina e alla Sovranità del diritto dei Siciliani. Se la Politica, come crediamo ,si farà sorda , possiamo sempre sperare , per zecche mammiferi tenie ed altri parassiti del sangue siciliano , nel <>!
Se si facesse un referendum nazionale sulla Xenelasia – esplusione degli stranieri che periodicamente si pratica a Sparta – ci sarebbe un’ affluenza alle urne mai registrata in occasione di elezioni , con code pari solo agli sportelli delle Poste in quel disastrato meridione che perde pezzi e vite umane .Mezza Calabria , sventrata da scellerate manipolazioni edilizie , da concessioni figliate da promesse elettorali, voti di scambio e peggio , si sbriciola come fastafrolla .Non vanno meglio le cose in Campania , per non parlare di Sicilia , dove al danno si unisce la beffa !!!! ( ma ci siamo purtroppo abituati!). L’ ultimo tratto aperto dell’ Autostrada Siracusa- Catania , il segmento Rosolini –Pozzallo , inaugurato con comizi festini foto brindisi , appena qualche settimana fa , è già chiuso ! sprofondato sotto la pioggia , con arrunchiamenti di bitume e sboffi degni del vaiolo altro che d’ asfalto . I cittadini ( soprattutto pendolari ) , che parola mediatica non hanno ,subiscono la beffa e fanno gli scongiuri , aglio corna , perché solo il surreale magico o pseudo magico , gli può garantire la vita nei dedali di strade stradine , più simili a gironi infernali di dantesca memoria .Se si giunge vivi a destinazione ,si giunge irriconoscibili persino ai propri cari .Fango , sterro , melma non risparmiano il mezzo né l’ uomo, perché non lo risparmia un utilizzo adikos ( dal greco a-dike ), senza cioè i lumi del Giusto , dell’ Onesto , del “Pro bono civitatis “ . E la Procura della Repubblica – non sappiamo di quale Procura siano per territorio le competenze –
Ma <> sta al latino mediocritas e al greco metriòtes ? Pare che virtù suprema indispensabile irrinunciabile ,oggi richiesta dalla Politica ai suoi arruolati per far Politica, sia la <>. Virtù richiesta in par condicio con quell’ altra , di cui già in passato dicemmo , cioè la diverticolite sintattica , con poliposi emorragica dei congiunti e fibrillazione dei periodi ipotetici , in un quadro clinico-linguistico gravemente compromesso da anacolute( non anacolite) cronica.
E’ forse la <> quella aurea divina mediocritas che sta alle Odi e alle Epistulae di Orazio come il divino velo sulla nudità delle Grazie foscoliane ? E’ forse equilibrio , compostezza di pensiero e senso , armonia sulla farragine del gesto umano ? e’ forse quella sophia , quella temperanza per cui Seneca , esule nella barbara Corsica per tirannia di Claudio imperatore , scrive alla madre Elvia (Consolatio ad Helviam matrem) che l’ esilio non scalfisce il suo animo perché è solo una “mutatio loci “ ,cioè una volgare distrazione geografica ?
Sarà mai questa dannata <> , che ci è sconosciuta , quell’invulnerabilità dal peccato , quell’affrancamento dalle miserie della grettezza , quella corazza che costruisce solo la Fede , inviolabile scudo contro qualsiasi “arma” umana ? (<> ,Sant’ Agostino).
No, nulla di tutto questo ! Alla ricerca della <> sconosciuta , ci imbattiamo nel suo sinonimo da vulgata : Prudenza! Ma il viaggio linguistico è lungo e attraverso la metamorfosi della Parola <> , scopriamo che la trans-gen-icità linguistica è oltremodo estesa , sconciamente diffusa , e infine aition di una più scellerata metamorfosi, quella di comportamenti e valori .
<> nel linguaggio della Politica significa cecità sordità mutismo , meglio se coma vegetativo. Certo una “virtù” non da poco e non per pochi ! , più simile a certe stregonerie da fiera paesana per cui lo stregone , petto nudo e barbetta corsara , cammina a piedi nudi sui carboni accesi , e non si ustiona .Certo ce ne vuole di questa “virtù “, forzieri direi!, per resistere alla tentazione , che immaginiamo fortissima , di “denunciare” all’opinione pubblica ( meglio comunque se anche alla Magistratura !) reati che ledono i diritti dei cittadini , ma più ledono lo ius naturale , il Diritto Sovrano .Reati commessi non dall’ extracomunitario , affamato e clandestino , che scippa la borsetta alla signora , il giorno di mercato , ma commessi , spavaldamente impunemente , da Istituzioni Enti Pubblici che agiscono , non da clandestini , ma suffragati battesimali !dalla titolarietà della carica che rivestono .Serve fare esempi? No , è epidemia , pandemia , dalle Banche ( pensiamo ai Bond Parmalat e ….) all’ affaire spazzatura agli appalti pubblici : ovunque è ………pattumiera.
Tornando alla trans –gen- icità linguistica , che è chiave di lettura della nostra riflessione di oggi , per gene morale mutante , per acclimatamento , il tradimento è oggi una blandizie , un correttivo , quasi dovuto , alla spossatezza del vivere coniugale ! più una vitamina a tutela dell’ anemia coniugale ! Il barbaro bullo , che in famiglia e fuori dalla famiglia, delinque è più – nella trans-gen.icità – un adolescente vivace , in “ acne emotiva” .Il politico condannato in terzo grado per reati di mafia e altro( truffa peculato voto di scambio corruzione) , ricandidato e rieletto , è un galantuomo , scivolato sulla trappola del suo galantomismo nella trappola di quelle invadenti intercettazioni , già consegnate dal Governo al sepolcro ! con buona pace dei galantuomini .Il truffatore istituzionale è un uomo di mondo , un pascoliano fanciullo , acrobata dei nostri giorni ! E chi , eletto in un partito , dopo 15 giorni , in piena luna di miele , scappa con l’ altro ? Almeno questa sarà infedeltà , borbonica parola ? No ! Non fu infedeltà , fu fuitina , solo fuitina , nel pieno rispetto delle sicule tradizioni !
Per non parlare poi della parola <> , flagellata , impiccata da Politica e politici .Non se ne vanno nemmeno se colti col corpo del reato tra i denti ! Questi che , un tempo(borbonico!) si sarebbe detti <>, oggi sono solo <> La trans-gen-icità è concausa di quella incontenibile emorragia di credibilità per cui un Brasile trattiene , in conto di rifugiato politico quel Cesare Battisti , pluriomicida processato e condannato , e dice no alla richiesta d’ estradizione avanzata dall’ Italia! La sufficienza la spocchia l’irriverenza del Brasile sono emblematico della scarsissima considerazione in cui nel Mondo è tenuta l’ Italia , oggi più che mai <> .
TESI di LAUREA su silvana grasso
15 luglio 2008già 60 , oggi laureati , hanno lavorato sui miei romanzi per la tesi .A chi , non pochi , avessero difficoltà suggerisco di entrare in contatto con l’ufficio Stampa di Einaudi e Rizzoli , miei editori e chiedere , per fax , meglio se firmato anche dal prof , copia di tutti gli articoli che riguardano i miei romanzi .
Leggere l’opera è , comunque , il primo inimitabile e inevitabile momento ………..perché possiate riscrivere il romanzo col vostro talento critico e emotivo …….
La prof Marina Castiiglione ( UNivers Palermo , fac Lettere , a ottobre esce in libreria con una monografia , molto interesante sulla mia narrativa )
Cell grasso 3347874616
Cell Castiglione 3479775071
vi potrò creare un contatto con chi vi ha preceduto , a seconda del tipo di tesi ! buon lavoro e , mi raccomando, usate il bisturi quando mi leggete ………………..molte cose sono proprio da scavare quasi chirurgicamente ciao silvana indirizzo p.e silvagrasso@tin.it
STO SCRIVENDO UN BEL TESTO TEATRALE E IL NUOVO ROMANZO
29 giugno 2008nella scrittura mi serve solo talento sensibilità nella politica …………………………………….dillo tu cosa serve !