A Te , mi chiedi di scriverti ancora e poi ancora , ignaro tu della potenza di quel che non ti scrivo , di quello che non scriverò mai per te , di quello che non contiene inchiostro per sillabe , di quello che non si contiene in un foglio o cento , di quello che non si segna per tasto in un blog .Mi chiedi la sostenibile leggerezza dell’essere , ti do l’insostenibile pesantezza del non essere .Mai nati nella miserabile anagrafe del mondo , mai nati dal caldo muschio d’un ventre ove morire sarebbe stata vita , eterna vita .Mi chiedi parole , parole scritte , ma io voglio darti la regalità della parola pensata inviolata impenetrata
sabato 5 aprile 2008ti do quello che posso un’insaziata anormalità , echi suoni sinfonie di pensieri inudibili illegibili .Ma tu parole vuoi , parole con volumi di gradica e sillaba .Parole , tante piene gravide , parole che nutro d’ anoressia . Nani per te